Lo street artist e il segreto di Pulcinella. Direttamente da TMZ, bibbia del pettegolezzo USA, le gaffe della moglie di Shepard Fairey

Shepard Fairey è uno dei più famosi street artist del mondo, superato in notorietà solo dal britannico (e anonimo) Banksy. Più conosciuto con lo pseudonimo di “Obey”, scritta che campeggia su migliaia dei suoi lavori sparsi per le strade del mondo, Fairey è salito agli onori della cronaca (e del mainstream) per aver realizzato l’immagine […]

Shepard Fairey

Shepard Fairey è uno dei più famosi street artist del mondo, superato in notorietà solo dal britannico (e anonimo) Banksy. Più conosciuto con lo pseudonimo di “Obey”, scritta che campeggia su migliaia dei suoi lavori sparsi per le strade del mondo, Fairey è salito agli onori della cronaca (e del mainstream) per aver realizzato l’immagine divenuta poi il simbolo dell’ascesa di Barack Obama alla Casa Bianca, il famoso manifesto rosso-blu con la scritta “Hope”. Ma la fama, si sa, ha anche i suoi lati negativi, e stavolta Fairey sembra averlo sperimentato, finendo, con un video piuttosto imbarazzante, sulla prima pagina di TMZ, tamarrissimo sito di gossip statunitense.
I paparazzi hanno incontrato lui e sua moglie in un aeroporto e gli hanno posto una semplice domanda: “vai in giro ad attaccare i tuoi manifesti di persona?” Prima che lo sventurato potesse aprire bocca, tuttavia, la moglie ha rivelato candidamente: “era tanto tempo fa”. L’artista non ha gradito – guardare il video per credere – e ha fatto bruscamente notare alla consorte che non era suo compito rispondere alle domande.
Sapete come ha titolato la notizia TMZ? “Famous Graffiti Artist Major Secret Revealed”. Anche se come segreto ci pare veramente poca cosa (c’era davvero qualcuno che pensava che la “superstar” Obey girasse ancora nottetempo ad attaccare i suoi poster?), la reazione dell’artista all’incauta rivelazione della moglie dimostra che in fondo a mantenere la cosa nascosta un po’ ci teneva…

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.