L’assalto alla diligenza. Quale nomina improbabile sostituirà Paolo Baratta alla guida della Biennale?

Artribune dichiara senza mezzi termini il suo endorsment: consideriamo qualsiasi presidente della Fondazione Biennale di Venezia peggiore dell’attuale. E dunque riteniamo più che opportuno che a Paolo Baratta – in scadenza di mandato a fine anno – venga rinnovato il compito di guidare il più importante ente culturale del paese. Sia per quanto dimostrato sino […]

Paolo Baratta (foto: Giorgio Zucchiatti, Courtesy la Biennale di Venezia)

Artribune dichiara senza mezzi termini il suo endorsment: consideriamo qualsiasi presidente della Fondazione Biennale di Venezia peggiore dell’attuale. E dunque riteniamo più che opportuno che a Paolo Baratta – in scadenza di mandato a fine anno – venga rinnovato il compito di guidare il più importante ente culturale del paese. Sia per quanto dimostrato sino ad oggi, sia per l’ormai impeccabile conoscenza della “macchina”, sia per i tanti progetti avviati (primo tra tutti la valorizzazione dei millemila ettari di Arsenale che finiranno in pancia alla Fondazione stessa) e da far partire in questi mesi.
Peccato che quel che è ovvio, ovvero confermare un amministratore che ha ben fatto e ha ottenuto risultati, non è ovvio nel nostro paese. Ed ecco i nomi improbabili (che ne dite di Fabrizio Del Noce?) che potrebbero far cadere anche quest’ultimo baluardo di eccellenza che tiene alto il nome del paese a livello internazionale. Dopo la Mostra del Cinema si deciderà. Staremo a vedere se un Governo sfiduciato di fatto e debolissimo sotto ogni punto di vista, riterrà opportuno interrompere una storia di successo e di qualità come l’attuale gestione della Fondazione veneta.

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