Imprevedibili Gelitin. Al Giardino della Vergini, con una performance orgiastico-vetraria…

Nascosti nella boscaglia del Giardino della Vergini i Gelitin compiono i loro rituali con una performance che inaugura la Biennale di Venezia usando un concerto di carattere punk per accompaganare la produzione “spermatica” di vetro da parte di un altiforno costruito apposta al centro dell’accampamento, vicino ad una catasta di legna da bruciare su cui […]

Nascosti nella boscaglia del Giardino della Vergini i Gelitin compiono i loro rituali con una performance che inaugura la Biennale di Venezia usando un concerto di carattere punk per accompaganare la produzione “spermatica” di vetro da parte di un altiforno costruito apposta al centro dell’accampamento, vicino ad una catasta di legna da bruciare su cui si consumano riti slapstic e nonsense, la cui introduzione nel mondo dell’arte contemporanea si deve proprio al collettivo di artisti viennesi (nipoti “debosciati” dei “malatissimi” Azionisti), che ricordano la lapdance ma anche la passione di Cristo.
E poi alcuni performer nudi fornicano con tronchi di legno. Al centro dell’evento, l’altiforno e il vetro che cola da un pertugio ricavato apposta dal collettivo, voluto lì a spurgare come un bubbone inutile, sprizzando lava di vetro fuso che incendia l’erba del prato. La folla si raccoglie, ride, molti salutano i componenti di Gelitin, altri si fermano con loro a bere vino e bivaccare mentre le foto si sprecano e i componenti del gruppo a turno entrano ed escono dalla scena; una scena spesso oscena, nel senso più filosofico del termine, direbbe il poeta… ma qui si tratta dei Gelitin e le categorie poetiche non valgono. Per loro, che probabilmente passeranno alla storia dell’arte per quella radicalità “non so che”, si devono coniare nuovi aggettivi.

Nicola Davide Angerame

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Nicola Davide Angerame
Nicola Davide Angerame è filosofo, giornalista, curatore d'arte, critico della contemporaneità e organizzatore culturale. Dopo la Laurea in Filosofia Teoretica all'Università di Torino, sotto la guida di Gianni Vattimo con una tesi sul pensiero di Jean-Luc Nancy, inizia la collaborazione con quotidiani e riviste scrivendo d'arte ma anche di cinema, architettura e cultura contemporanea. In vent'anni di attività ha fondato e diretto, su modello delle Kunsthalle tedesche, la Galleria Civica di Alassio e la Galleria Civica di Andora. Ha fondato e diretto l'associazione culturale "whitelabs. Culture in progress" con sede e spazio espositivo a Milano. Fino ad oggi ha progettato e curato decine di eventi culturali e più di cento mostre personali e collettive di artisti e fotografi, italiani e stranieri, collaborando con istituzioni private e pubbliche in Italia e all'estero. Ha tenuto conferenze sui temi dell'arte e della filosofia in istituzioni italiane e straniere ed ha curato progetti culturali e mostre a New York, Seoul, Bangkok, Parigi, Berlino e Londra. Dopo aver vissuto e lavorato tra Milano e New York, attualmente vive e lavora a Torino, dove insegna Storia dell'Arte Contemporanea presso il Collegio Universitario Luigi Einaudi e dove tiene seminari presso l'Università degli Studi di Torino (cattedra di Estetica). Suoi articoli sono apparsi su Robinson (La Repubblica), L'Unità, Il Manifesto, Art Presse (Paris), Il Mucchio Selvaggio, Exibart, Arte e Critica, Artribune, Segno, FC Fotografia e [è] Cultura.