Date a Frangi quel che è di Frangi, e a Samorì quel che è di Samorì. Ancora dal Padiglione Italia…

Per favore, non ci accusate di essere troppo pedanti o, peggio, di fare i disfattisti. Perché noi saremmo stati i primi a gioire di un Padiglione Italia fatto come Dio comanda. Perciò non ce la facciamo a tacervi un’altra defaillance del  carrozzone sgarbiano. Stavolta si tratta di uno scambio di persona. Siamo davanti alla Scoriada, che Nicola […]

L'opera è di Samorì, ma la didascalia...

Per favore, non ci accusate di essere troppo pedanti o, peggio, di fare i disfattisti. Perché noi saremmo stati i primi a gioire di un Padiglione Italia fatto come Dio comanda. Perciò non ce la facciamo a tacervi un’altra defaillance del  carrozzone sgarbiano. Stavolta si tratta di uno scambio di persona. Siamo davanti alla Scoriada, che Nicola Samorì, segnalato da Silvia Avallone e Riccardo Muti, ha tratto dal San Sebastiano assistito dalle pie donne di Jusepe de Ribera: una rielaborazione in bianco e nero della tela seicentesca, ravvivata da uno “scorticamento” rosso intenso.
Solo che la didascalia impressa sulla cassetta di legno sottostante assegna l’opera a Giovanni Frangi. O capperi, qui qualcosa non torna. Dove sarà la “targhetta” di Samorì? Basta andare non molto lontano per trovarla: due passi, e sotto i lavori di Francesca Leone e Piero Pizzi Cannella spunta il nome perduto. Dove sarà, allora, Frangi? Eh eh, noi l’abbiamo trovato (e fotografato, by Daniele Podda). Adesso tocca a voi. In palio, ricchi premi e cotillon.

Anita Pepe

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Anita Pepe
Insegnante e giornalista pubblicista, Anita Pepe è nata a Torre del Greco (Na). Ha pubblicato il suo primo articolo nel 1990. La laurea in Lettere presso l’Università di Napoli “Federico II” l’ha indirizzata verso una formazione prevalentemente storica; si è avvicinata al contemporaneo per motivi professionali, collaborando per oltre dieci anni con quotidiani, periodici e websites. Ha scritto testi critici per mostre e interventi in spazi privati e istituzionali. Blogger a tempo indeterminato, non riesce a sottrarsi alle tentazioni del nazionalpopolare, politica inclusa. Avrebbe tanto voluto scrivere una minibiografia più cool, e si scusa per non esserci riuscita.

8 COMMENTS

  1. …in verità giovedì 2 mattina poco dopo le 11 l’etichetta di Samori era al posto giusto…

  2. E’ vero! Anch’io l’ho vista al posto giusto..
    Forse qualche burlone l’ha spostata..giusto per aggiungere caos al caso…

  3. Perdere una etichetta ci può stare,ma perdere la testa come Sgarbi non è posibile.
    Speriamo che la prossima Biennale venga affidata ad un incompetente, così sarà possibile una Biennale visitabile.

  4. Guardate dove hanno piazzato il quadro di Francesco Lauretta a 8mt. di altezza!Visione stupenda….

  5. A VENEZIA… OVVIAMENTE (66)
    A Venezia con sgarbo e senza sgarbi tant’altra 54.Biennale Inernazionale d’Arte, con tant’altri paraPadiglioni Italia maxi & mini qua e là nel labirinto cittadino e nelle isole in laguna, autofinanziati, autoallestiti, autocurati, autopromossi, autovisitati, autoammirati, autoenfatizzati, automassmediatizzati, perchè buon pro “facciano“ nel curriculum di chi li ha concepiti e realizzati pro-domo esegetica & artistica propria: griffati collaterali & concomitanti parassiti, velleitari insignificanti & parodici inopportuni, clawneries & simulacri, decorativismi a gogò & simil’altro spudorato.

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