“La Fondazione si farà entro l’estate”. Va a segno il pressing di MacroAmici sul Comune

Hanno incontrato il sindaco in persona il giorno 24, hanno continuato la loro azione di pressione vedendo l’assessore alla cultura il giorno 27. Un pressing che ha portato risultati se è vero come è vero che lo stesso assessore, Dino Gasperini, si è sbilanciato a tal punto dal promettere a loro, i MacroAmici, che prima […]

Hanno incontrato il sindaco in persona il giorno 24, hanno continuato la loro azione di pressione vedendo l’assessore alla cultura il giorno 27. Un pressing che ha portato risultati se è vero come è vero che lo stesso assessore, Dino Gasperini, si è sbilanciato a tal punto dal promettere a loro, i MacroAmici, che prima della pausa estiva le delibere sullo status giuridico del Macro e sulla sua trasformazione in Fondazione passeranno in Consiglio (scontata l’approvazione in Giunta).
Una svolta decisa nella Macro-querelle iniziata con le dimissioni dell’attuale direttore Luca Massimo Barbero e sciorinata tra ansie e patemi negli ultimi giorni. Una svolta che rende merito, finalmente, alla capacità di pressione e di lobbing (d’altro canto questo è ciò che devono fare le associazioni di amici dei musei, premere affinché i musei vengano amministrati come si deve) dell’associazione MacroAmici, consesso di professionisti rispettati in città che ha condotto i giochi in questi giorni con un ruolo “propositivo e di stimolo“. Un ruolo che è stato comunque coadiuvato dall’impegno della stampa, dalla mobilitazione costruttiva degli intellettuali, dalla conferenza stampa dell’ex assessore Umberto Croppi che ha contribuito decisivamente a smuovere le acque.
In effetti è stato tutto il sistema dell’arte in città ad aver dimostrato maturità e impegno per una corretta risoluzione del problema che si è venuto a creare” dichiara ad Artribune il presidente di MacroAmici Massimo Micangeli.
Ora quello che manca è un ottimo nome che si sieda, a partire dal 1 luglio, sulla cadrega di Barbero. Aumentano le quotazioni di una figura-ponte, che accompagni il museo verso la nuova forma giuridica (“siamo dispostissimi, su questo, ad una consulenza legale gratuita all’amministrazione“, fanno sapere da MacroAmici) e che poi lasci il posto ad un direttore artistico nominato previo bando internazionale dalla nuovissima fondazione.

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