Maurizio Cattelan va in pensione. È o non è un non-pesce d’aprile?

È o non è un non-pesce d’aprile? Sì, perché con lui, come con Alice nel paese delle meraviglie, il senso comune va sempre ribaltato. E per paradosso, la notizia che – per i contenuti dirompenti, e per il fatto di circolare il 1 aprile – sembrerebbe una perfetta bufala, potrebbe essere anche vera. O forse […]

È o non è un non-pesce d’aprile? Sì, perché con lui, come con Alice nel paese delle meraviglie, il senso comune va sempre ribaltato. E per paradosso, la notizia che – per i contenuti dirompenti, e per il fatto di circolare il 1 aprile – sembrerebbe una perfetta bufala, potrebbe essere anche vera. O forse no. Voi che ne dite?
La bomba è questa, e la riporta Dario Pappalardo su La Repubblica di oggi: “Non faccio un’opera da due anni, si è chiuso un ciclo. Mi dedico a una rivista”, dichiara Maurizio Cattelan, riferendosi a Toilet Paper, appena presentata a Milano e poi a Zurigo. “Prima che mi succeda di ripetermi con le mie idee – chiarisce -, mi fermo. Se fossi un imprenditore, sarebbe questo il momento buono in cui darmi a una produzione intensificata di opere, ma non mi interessa. Non ho mai inflazionato il mercato, sono i miei lavori che hanno ottenuto sempre tanta visibilità. Eppure non ne ho realizzati più di due all’anno”.
Certamente, il fatto di ufficializzare la svolta proprio nel giorno in cui – comunque – il dubbio-beffa c’è, è l’ennesimo (forse l’ultimo?) coup de théâtre dell’istrione, eppure stavolta la cosa è troppo grossa per essere la solita cattelanata. Nessun braccio di gesso finto, pare. E anche le parole sono compassate, insolitamente seriose: “È una presa di distanza da tutto: dal mercato, dalle polemiche. Si tratta di rinegoziare il mio essere all´interno di un sistema e ribadire un´indipendenza che ho sempre cercato”…
Dunque? Che ne pensate? Notate qualche insolito pesciolino intorno a voi?

 

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