Mindcage: il thriller che si ispira all’iconografia religiosa rinascimentale

Nelle sale dall’8 giugno con Notorious Pictures, un thriller soprannaturale che esplora il sovrumano utilizzando l'iconografia religiosa. Tra i protagonisti un eccellente ma inquietante John Malkovich

Un’investigatrice in dialogo con un serial killer, noto come l’Artista, interpretato da un sempre eccellente John Malkovich, e una serie di terribili omicidi. Una dinamica che potrebbe ricordare quella di Hannibal, ma che non lo è. Mindcage – Mente criminale è un interessantissimo film di genere che arriva nei cinema italiani dall’8 giugno con Notorious Pictures. Alla regia c’è Mauro Borrelli, sceneggiatore, designer e visual artist americano di origini italiane. “Un’investigatrice di polizia che ha perso la fede si rifiuta di considerare l’esistenza di qualcosa al di fuori del mondo fisico, mentre è sulle tracce di un misterioso assassino imitatore, ma mentre la sua caccia procede, le circostanze le impongono di riesaminare la sua ideologia”, scrive il regista. “La storia doveva svolgersi originariamente in un contesto metropolitano, ma è stata spostata in uno scenario rurale a causa di problemi logistici e tecnici. Con questo cambiamento, ho dovuto rivedere e creare un’ambientazione gotica con dei risultati visivamente magnifici”.

ALTRI RIFERIMENTI CINEMATOGRAFICI

Il regista Mauro Borrelli ha studiato pittura classica presso la prestigiosa Accademia delle Belle Arti di Venezia, come visual artist specializzato nel Rinascimento e tecniche di avanguardia. All’inizio della sua carriera, ha lavorato con alcuni dei più importanti registi del mondo fra cui Francis Ford Coppola, Bernardo Bertolucci, Tim Burton, Quentin Tarantino, M. Night Shyamalan, Ang Lee, Roland Emmerich e Terry Gilliam. In Mindcage – Mente criminale Borrelli utilizza elementi mitologici molto suggestivi e che lui stesso ammette che provengono da film come Il sesto senso, Seven e Constantine. “Pur essendo ambientato ai giorni nostri, ho voluto inserire degli oggetti di scena d’epoca che, a mio avviso, aiutano a costruire la suspense”, commenta. “Per le scene più horror, ho cercato di evitare la tipica costruzione del genere che, a tratti, suscita nausea. Ho preferito giocare in un mix di horror e bellezza per l’edificazione di un’esperienza mistica, capace di suscitare inquietudine”.

IL ROSSO E L’ORO

Mindcage – Mente criminale permette allo spettatore non solo di compiere un viaggio nel genere puro e ad alta tensione, ma attraverso l’escamotage dell’arte riesce a rendere tutto ancora più solenne e reale. “Come regista per me era importante riuscire a combinare un’estetica noir con quella tipica dell’arte classica”, dice. “D’altronde, ero un pittore che lavorava al Museo Italiano, riproduceva opere classiche di Tiziano, Caravaggio e Raffaello. È da quel mondo che provengo”. Ci sono due colori che tornano spesso in Mindcage – Mente criminale, colori forti e determinati inseriti nel thriller come vera prova ed arma al tempo stesso. “Ho deciso di usare principalmente il rosso e l’oro come tonalità cromatiche. Mi sono ispirato ai dipinti religiosi dell’arte italiana del XV e XVI secolo e, alcune di queste immagini, rientrano in molte inquadrature del film. Ho lavorato in modo molto accurato e dettagliato sugli storyboard e con il direttore della fotografia ho usato luci e composizioni molto simili”.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino

Margherita Bordino

Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in…

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