Centinaia di droni hanno danzato sulle note dell’orchestra dell’Elbphilharmonie di Amburgo, illuminando con uno spettacolo di luci l’edificio in vetri progettato dallo studio Herzog & de Meuron, in occasione dell’anniversario della sua apertura.

BREAKING WAVES: LA PERFORMANCE DEI DRONI REALIZZATA DA DRIFT

Il duo di artisti Lonneke Gordijn e Ralph Nauta, denominato DRIFT, e noto per lo spettacolo di Aorist realizzato in occasione della Biennale d’Arte di Venezia, ha creato una performance ricorrendo a una flotta di droni illuminati, che si sono librati nel cielo seguendo le note del Concerto per pianoforte di Thomas Adès. Lo spettacolo, dal titolo Breaking Waves, si compone di una coreografia dello sciame di droni che si sviluppa intorno all’Elbphilharmonie: l’intento è quello di stabilire una connessione tra il movimento dell’acqua del fiume Elba e i suoni all’interno della sala da concerto. “Il lavoro è una conversazione tra l’edificio e i droni a luce mobile. È un tentativo di costruire un momento di connessione tra uomo, macchina e ambiente”, afferma Lonneke Gordijn.

Breaking Waves è stato progettato in stretto coordinamento con il Museum für Kunst und Gewerbe Hamburg, che ha dedicato una mostra personale al duo artistico dal titolo DRIFT: Moments of Connection, in corso fino all’8 maggio.

L’ATTACCO DI DRONI NON IDENTIFICATI DURANTE LA PERFORMANCE

Lo spettacolo Breaking Waves, che doveva ripetersi in più serate, è stato tuttavia annullato. Si sono infatti verificati ripetuti attacchi da parte di altri droni durante la performance, provocando la distruzione di diversi dispositivi. Di conseguenza gli artisti autori dello spettacolo hanno preferito rinunciare alle successive esibizioni, dichiarando: “Dal momento che non si può escludere che tali crimini vengano commessi nuovamente da piloti di droni anonimi nei giorni successivi, è irresponsabile continuare Breaking Waves al fine di proteggere spettatori e dipendenti”, e hanno aggiunto “I responsabili dell’Elbphilharmonie e gli artisti di Drift sono tristi e frustrati di dover annullare le ripetizioni dell’installazione luminosa, che ha entusiasmato migliaia di spettatori”.

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Roberta Pisa
Vive a Roma dove si è laureata in Scienze politiche e Relazioni internazionali. Da sempre si occupa di cultura e comunicazione digitale. Dal 2015 è pubblicista e per Artribune segue le attività social.