Nata nel 1966 a Augsburg, Heike Baranowsky ha studiato scultura a Monaco di Baviera, Arte Libera ad Amburgo e Berlino e nel 1999 ha conseguito un MFA in Fotografia al Royal College of Ar di Londra. Dal 2008 è professoressa di arti visive presso l’Accademia delle Belle Arti di Norimberga. Nel suoi lavori Baranowsky dà accesso alle dimensioni di tempo e spazio in forma ampliata; il suo è un atteggiamento di osservazione silenziosa dei fenomeni che non esclude allo stesso tempo l’azione di costruzione della realtà attraverso le immagini.
Durante la sua permanenza a Roma ha lavorato soprattutto al progetto video Soliloquio, un’animazione in stop-motion incentrata sul movimento della luce all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri: “nella Basilica c’è una grande linea clementina (la Meridiana), costruita 300 anni al fine di effettuare misurazioni astronomiche”, spiega, “il foro nella parete esposta a sud trasforma tutta la chiesa in una camera oscura, facendola diventare uno strumento di misurazione. Non appena il sole è abbastanza alto proietta sul pavimento della chiesa l’immagine capovolta del sole stesso. Nel corso dell’anno, la proiezione del sole cambia forma, passando da un grande ovale opaco (solstizio d’inverno) a un piccolo cerchio luminoso (solstizio d’estate). Le animazioni in stop-motion catturano l’andamento spazio-temporale del sole dal suo sorgere in chiesa al suo tramonto nei giorni segnati dalle stelle di bronzo: il moto della stella Sirio, l’equinozio, la visita di Papa Clemente XI e i solstizi.”

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