Prima le pistole, ora le medicine. A circa un anno di distanza dal filmato Gun Shop – una denuncia del problema delle armi da fuoco negli Stati Uniti –, il regista americano Patrick Smith torna con una nuova avventura animata, questa volta puntando il dito su un argomento che travalica i confini degli States per coinvolgerci tutti in prima persona. Stiamo parlando di Candy Shop, un pungente cortometraggio ispirato alla nostra infatuazione (assuefazione?) nei confronti dei farmaci da prescrizione.
Basta cliccare sul “play” per venire catapultati all’interno di una straniante coreografia multicolore. Protagoniste sono migliaia di pillole e pasticche di ogni tipo/forma/dimensione, “sparate” in sequenza (24 fotogrammi al secondo) e alternate alle immagini di lecca lecca, caramelle e goloserie varie. I piani di lettura si sovrappongono, il senso di ansia e inquietudine aumenta insieme al ritmo incalzante di una base acid jazz in sottofondo, fino ad “esplodere” e lasciare spazio al silenzio di chiusura. Alzi la mano chi, al primo mal di testa, non corre a rovistare nello scaffale dei medicinali in cerca di una compressa.

– Alex Urso

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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura (Accademia di Belle Arti di Brera). Laureato in Lettere Moderne (Università di Macerata, Università di Bologna). Corsi di perfezionamento in Arts and Heritage Management (Università Bocconi) e Arts and Culture Strategy (Università della Pennsylvania). Tra le istituzioni con cui ha collaborato in questi anni: Zacheta - National Gallery of Art di Varsavia, Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, Padiglione Polacco - 16. Mostra Internazionale di Architettura Biennale di Venezia, Fondazione Benetton (catalogo “Imagus Mundi”), Adam Mickiewicz Institute. Nel 2017 è stato curatore della “Biennale de La Biche”. Dal 2014 scrive di arte per Artribune. Sempre per Artribune cura “Fantagraphic”, la rubrica di fumetti del sito. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali.