Alexa Sirbu e Lukas Vojir hanno recentemente fondato a Londra l’XK Studio: un’agenzia di comunicazione attraverso la quale poter esprimere la loro inesauribile creatività. Specializzati soprattutto in graphic design e animazione 3D, i due artisti collaborano con aziende multinazionali e realtà locali per la promozione tanto di prodotti commerciali quanto di progetti artistici. Come loro stessi affermano: “lavoriamo insieme ‘non ufficialmente’ da due anni, quindi portare tutto sotto un’entità unica era la cosa più ovvia da fare”.
Le immagini che riescono a concepire sono caratterizzate non solo da una bellezza indiscutibile, ma anche da una qualità di risoluzione che tocca livelli molto alti. La perfezione con la quale il duo definisce un certo tipo di estetica digitale sembra spingersi oltre i confini della soddisfazione sensoriale, restituendo un senso di appagante armonia in grado di ipotizzare mondi sereni e pacifici.
L’esplorazione di scenari futuri, dove regna sovrana l’ibridazione tra natura e tecnologie avanzate, è il tema centrale di queste produzioni. 0% food, il video che vi presentiamo, corrisponde esattamente a quanto appena detto. Dopo essersi chiesti se gli androidi abbiano bisogno di cibo virtuale per sopravvivere, sarà stato sicuramente fisiologico disegnare una serie di alimenti progettati per soddisfare idealmente l’appetito di un’intelligenza artificiale (il riferimento principale è Do android dream of Electric sheep?, pietra miliare di Philip K. Dick che, nel 1982, ha dato vita al capolavoro di Ridley Scott Blade Runner). Tra elementi gelatinosi e packaging avveniristici, il video scorre in maniera decisamente dinamica, grazie soprattutto al ritmo calzante realizzato dallo studio di sound designer Resonate.

– Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.