Closed on Sunday. La religione cristiana secondo Kanye West

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Proprio alla vigilia di Natale, Aldo Premoli si cimenta nell’analisi del testo di una canzone del rapper americano Kanye West, di recente convertitosi (molto rumorosamente) al cristianesimo. Ecco cosa dice nel suo “Closed on Sunday”, traccia accompagnata da un significativo videoclip

Closed on Sunday è la quarta traccia di Jesus Is King, il nono album di un gangster di genio, bipolare e capace di indossare discutibili cappellini pro-Trump con scritto sopra America first! Multimilionario sposato con una multimilionaria famosa almeno quanto lui, Kanye West è padre di quattro figli e fa parte del clan familiare dei Kardashan; la moglie Kim, sua sorella Kourtney, sua madre e un padre recentemente slittato chirurgicamente verso una nuova identità femminile. West è reduce da un rehab durato parecchi mesi e il 25 ottobre scorso ha pubblicato la testimonianza audio della sua conversione al cristianesimo. O meglio, di un’interpretazione molto personale del cristianesimo.

KANYE E IL SUO CLAN

Nel video che accompagna Closed on Sunday i protagonisti sono il suo nucleo familiare ristretto e buona parte del clan Kardashian. Il video è ambientato nel deserto del Wyoming, dove la famiglia si arriva su veicoli futuristici riunendosi poi in gruppo. Insieme a loro, un coro gospel che si presenta in studiata monocromia: tutti vestiti nella stessa tonalità sabbia, con tocchi di arancio e fulmini di colori fluo sui capelli. Verso la fine della clip, West si inginocchia su una rupe con il palmo delle mani rivolto verso il cielo, mentre il sole di Dio sale dietro di lui. Qualcosa del genere accade ormai da mesi durante il servizio evangelico domenicale che conduce nella sua fattoria, che si estende su migliaia di acri proprio nel Wyoming.
Al di là dell’indiscutibile qualità musicale di cui è capace questo stralunato rapper – un personaggio che la stessa comunità nera americana si trova in imbarazzo nel definire – ad essere interessante è il testo di Closed on Sunday, costellato di riferimenti che vanno costruire una mappa geografica della cultura americana (non solo afro e probabilmente nemmeno solo americana) in questi sgangherati tempi che stiamo vivendo. Allora, cimentiamoci in una parafrasi, frase per frase.

Kanye West, Closed on Sunday
Kanye West, Closed on Sunday

L’ANALISI DEL TESTO E LA MAPPA DEI RIFERIMENTI

Closed on Sunday, you’re my Chick-fil-A

Chick-fil-A è un fast food specializzato in sandwich di pollo. Fondato da un cristiano di professione battista ad Atlanta, Georgia, rimane chiuso la domenica per rispettare il quarto comandamento, riportato in Esodo 20: 8-11: “Ricorda il giorno del sabato, per mantenerlo santo. Sei giorni lavorerai e compirai tutto il tuo lavoro: ma il settimo giorno è il sabato dell’Eterno, il tuo DIO: in esso non farai alcun lavoro”. C’è un video pubblicato dalla stessa catena che spiega il perché di questa politica: “Speriamo che tu possa stare con la tua famiglia e i tuoi amici”.

Hold the selfies, put the ’Gram away
Get your family, y’all hold hands and pray

Kanye West è tornato su Instagram dopo un periodo di assenza durante il quale aveva disattivato il suo account e ha espresso su Twitter le sue preoccupazioni sui pericoli dei social media. Questo non gli ha vietato di annunciare in autunno che avrebbe potuto candidarsi come Presidente alle prossime elezioni. Ha poi smentito. Ma gli insider dicono che sarebbe addirittura la moglie, che sta studiando legge, ad essere pronta per scendere in campo. E c’è poco da ridere. Stiamo parlando di personaggi che contano migliaia di follower…

Il cartello di Chick-fil-A
Il cartello di Chick-fil-A

When you got daughters, always keep ‘em safe
Watch out for vipers, don’t let them indoctrinate

West ha due figlie: North e Chicago. La loro nascita ha innescato un cambiamento nel modo in cui il cantante vede l’altro sesso. Una sua precedente composizione diceva così: “I negri sono selvaggi, i negri sono mostri / I negri sono protettori, i negri sono giocatori / Fino a quando i negri hanno figlie che sono precoci / Padre, perdonami, ho paura del karma / Perché ora vedo le donne come qualcosa da proteggere / Non qualcosa da conquistare

Closed on Sunday, you my Chick-fil-A
You’re my number one, with the lemonade

Non c’è nessuna (voluta) irriverenza in questo passaggio. Da Chick-fil-A, il “numero uno” è la combinazione che fornisce il classico sandwich di pollo, patatine fritte e la più popolare delle limonate. Kanye usa questo gioco di parole per identificare Dio come la sua priorità numero uno.

Raise our sons, train them in the faith
Through temptations, make sure they’re wide awake

La Bibbia insegna a crescere i figli nella fede e afferma: “Padri, non provocate la rabbia dei vostri figli, ma educateli nella disciplina e nell’istruzione del Signore” (Efesini 6:4).

Follow Jesus, listen and obey
No more livin’ for the culture, we nobody’s slave

In un’intervista rilasciata lo scorso ottobre West dichiarava: “Cos’è la cultura? (…) Siamo orfani, fratello. Siamo senza cultura. Non abbiamo la nostra cultura. (…) Pensa a tutto ciò che è culturale: essere sui social media è cultura; indossare alta moda è cultura; respingere uno straniero è cultura; tutte queste cose non appartengono della nostra cultura. Quindi, chi ha costruito questa cultura? Cosa significa ‘farlo per la cultura’? Ecco perché io ora faccio tutto per Gesù Cristo”.

Kanye West, Closed on Sunday
Kanye West, Closed on Sunday

Stand up for my home
Even if I take this walk alone
I bow down to the King upon the throne


Questi versi alludono al Salmo 23, forse il più famoso dei salmi biblici di Re David: “Anche se cammino attraverso la valle dell’ombra e della morte, non temerò alcun male: perché tu sei con me; la tua verga e il tuo bastone mi confortano”. La Bibbia descrive in modo dettagliato anche il trono di Dio e il Regno dei Cieli: “e sopra il firmamento al di sopra delle loro teste qualcosa di simile a un trono, come l’apparizione di una pietra di zaffiro: in quell’apparenza del trono l l’apparizione di un uomo assiso su di esso” (Apocalisse 4: 1-6).

My life is His, I’m no longer my own

Questo verso sembra alludere al rehab terminato lo scorso aprile: West punta a vivere la sua vita solo per Cristo. In una recente intervista per Complex ha dichiarato : “Ora che sono al servizio di Cristo, il mio compito è diffondere il Vangelo, per far sapere alle persone cosa Gesù ha fatto per me. In passato ho raccontato molte cose. Che cosa aveva fatto l’alta moda per me o che cosa aveva fatto Hennessy per me, ma ora ti faccio sapere cosa ha fatto Gesù per me: io non sono più uno schiavo, sono un figlio adesso; un figlio di Dio. Sono libero”.

I pray to God that He’ll strengthen my hand
They will think twice steppin’ onto my land
Try me and you will see that I ain’t playin’
Now, back up off my family, move your hands
I got my weapons in the spirit’s land

Versi che si rifanno alla battaglia tra ebrei e amalekiti riportata nel libro dell’Esodo (17: 8-16). Secondo la storia, Mosè salì su una collina e tenne il bastone di Dio sopra la sua testa, in un atto di buona fede: quando Mosè alzava le mani prevaleva Israele, ma quando stanco le abbassava a prevalere era il nemico Amalek. E dunque Aaronne e Hur si misero in piedi di fianco a lui per sorreggerlo, uno da un lato e l’altro dall’altro. Le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole. Da quel momento in poi, ogni tribù circostante ebbe paura del formidabile esercito israelita, guidato dalla mano di Dio. Kanye West usa queste immagini per quel che riguarda la difesa del suo ranch da quattordici milioni di dollari

I draw the line, it’s written in the sand

Tracciare una “linea nella sabbia” significa stabilire un limite figurativo. In Giovanni 8: 6-10 i capi del tempio si avvicinano a Gesù trascinando con loro un’adultera, chiedendogli se dovevano lapidarla per i suoi peccati. E Gesù si alzò e disse loro “colui che è senza peccato in mezzo a voi, scagli la prima pietra”. E di nuovo si chinò e scrisse per terra.

I, Jezebel don’t even stand a chance


Jezebel era moglie del re Achab: i due infedeli praticavano la promiscuità sessuale, ma è soprattutto il disprezzo di Jezebel per la gente comune che la identifica come l’archetipo biblico della donna malvagia che West prende a simbolo della malvagità assoluta.

– Aldo Premoli

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Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive a Noto e Cernobbio. E poi New York e Washington, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1989 e il 2000 dirige periodici specializzati nel settore tessile abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. Nel 2001 fonda Apstudio e fornisce consulenze ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere. Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte, scienza ed etica. Blogger di “Huffington Post”. Direttore della piattaforma super local “SudStyle.it”; senior curator di San Sebastiano Contemporary a Palazzolo Acreide; a Catania ha fondato l’onlus Mediterraneo Sicilia Europa, che si occupa di integrazione scolastica di minori in difficoltà. Dal 2020 visiting professor presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.