La tecnologia ci ha collocato in un posto strano, in cui non siamo mai totalmente presenti”. A parlare è Mark Leckey (1964), artista inglese sulla scena sin dalla metà degli Anni Novanta e vincitore di un Turner Prize nel 2008 con l’opera Industrial Light and Magic. In questa intervista, realizzata nel 2017 dalla troupe del Louisiana Museum di Copenhagen, Leckey racconta la sua recente monumentale opera installativa, una riproduzione fedele di un cavalcavia frequentato ai tempi dell’infanzia e dell’adolescenza, per poi allargare il discorso alla sua concezione dell’arte in generale. “In ultima analisi, credo più nella musica che nell’arte. Credo anche nell’arte, ma la metto in dubbio spesso. Metto in dubbio il suo posto nel mondo. A volte c’è un sovrainvestimento nell’arte, che produce cose che non mi convincono. Invece sono sempre convinto dalla musica”.

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.