Street art nelle Marche. L’opera di Twoone a Osimo

0
721

Lo street artist giapponese Twoone ha realizzato un grande murale al Mercato delle Erbe di Osimo. Artribune Television l’ha intervistato e vi mostra il video del work in progress

Twoone è un’artista conosciuto in tutto il mondo: da New York a Melbourne, da Bangkok a Hong Kong, passando per Tokyo e Milano. Nelle scorse settimane è arrivato a Osimo, in provincia di Ancona, grazie a un progetto di PopUp Studio che ha prodotto oltre 40 opere di artisti internazionali realizzate su architetture e luoghi non convenzionali nelle Marche.
Originario di Yokohama, in Giappone, e appassionato di skateboard, Hiroyasu Tsuri (questo il nome di nascita di Twoone) comincia da adolescente ad appassionarsi di graffiti. A Melbourne, in Australia, dove si trasferisce dopo il diploma, incontra tantissimi writer e street artist da cui impara le basi tecniche, e inizia a creare i suoi primi murales. Tutti in quegli anni partecipavano agli stessi festival e dipingevano insieme, per cui la distinzione tra i due generi era ancora molto difficile da comprendere: forse per questo motivo le tecniche che l’artista utilizza sono sempre diverse.

L'opera di TWOONE al Mercato di Osimo - Foto di Aurelio Laloni
L’opera di TWOONE al Mercato di Osimo – Foto di Aurelio Laloni

LA RESIDENZA D’ARTISTA

Twoone è arrivato nelle Marche grazie a una residenza d’artista promossa dal Comune di Osimo con la direzione artistica di PopUp Studio, durante la quale ha ridato nuova vita al mercato coperto costruito nei negli anni Trenta del Novecento dall’architetto Carlo Morelli, edificio dalla particolare struttura innervata del soffitto. Dal territorio l’artista ha tratto ispirazione durante le sue due visite di aprile e maggio: “Ho potuto vivere la città, ho conosciuto molte persone camminando dentro e fuori le mura del borgo. Ho preso appunti e scattato foto del paesaggio. L’ispirazione diretta è venuta dalla natura, dopo aver visitato il Museo di Scienze Naturali Luigi Paolucci a Offagna, ho scelto di dipingere elementi della fauna e flora locali: il falco pellegrino, che è il soggetto principale sul soffitto del Mercato Pubblico di Osimo, il cardellino e la rondine come soggetti per le pareti laterali; quando girovagavo per la città coglievo fiori selvatici, anche ai bordi delle strade, consultandomi con un biologo che mi ha segnalato tutti quelli commestibili”.
L’opera si intitola New dawn, New day, New life (Nuova alba, nuovo giorno, nuova vita). In molte culture il falco è simbolo di rinnovamento: in questo caso il rinnovamento sta nell’atteggiamento di chi guarda l’opera, stacca gli occhi dal cellulare e li alza verso il cielo per ammirare la natura in tutta la sua potenza. Anche se in realtà l’effetto pixelato dato dai cassettoni del soffitto restituisce al disegno un aspetto contemporaneo, di un linguaggio pittorico che guarda sia alla natura che alla tecnologia. “Cerco di non attenermi ad uno stile in particolare, perché credo sia un limite per creare qualcosa di nuovo, cerco sempre di trovare nuovi metodi e stili. Ma se dovessi parlare in particolare del lavoro che ho fatto a Osimo, lo definirei gestuale e positivo, questa è stata la mia intenzione mentre dipingevo”, ci ha raccontato l’artista.

TWOONE al Mercato di Osimo - Foto di Aurelio Laloni
TWOONE al Mercato di Osimo – Foto di Aurelio Laloni

IL RAPPORTO CON IL PUBBLICO

Il murales è stato realizzato in un luogo molto frequentato quotidianamente, ma non pienamente “urbano” o frequentato da giovani. Alla domanda su come si articola il suo rapporto con gli spettatori, Twoone risponde: “Penso che la connessione tra intervento artistico e persone dipenda dagli spettatori stessi. Ognuno interpreta l’opera in maniera diversa anche se proviene dalla stessa comunità: alcune persone si connettono fortemente, altre no, alcune con positività, altre forse con negatività, altre successivamente, nel modo a loro più congeniale. Mentre lavoravo all’opera di Osimo mi sono concentrato proprio su alcuni elementi quali la positività, la giocosità, l’apertura/inclusione. Durante la produzione ho voluto mantenere questi tratti. Lavorare poi con la direzione artistica di PopUp Studio e il team di MAC Manifestazioni Artistiche Contemporanee è stato entusiasmante, un processo più collaborativo del solito, ci siamo confrontati sul programma, sull’architettura e sulle aspettative. Abbiamo scambiato idee in poco tempo e trovato le soluzioni migliori, anche questa collaborazione così stretta è stata fonte d’ispirazione per il mio progetto”.
L’opera d’arte si inserisce all’interno del progetto POPUP! Arte Contemporanea nello spazio urbano un museo a cielo aperto nelle Marche in continua espansione, che a oggi conta oltre quaranta opere di artisti internazionali realizzate in luoghi non convenzionali come il porto d’Ancona, le stazioni ferroviarie o vecchie cave.
Il processo creativo del murale di Osimo è raccontato dal video realizzato dal regista Mattia Fiumani, che ha seguito l’artista durante la realizzazione dell’opera.

– Annalisa Filonzi e Federica Mariani

www.popupfestival.it

Dati correlati
Autore Twoone
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Annalisa Filonzi
Laurea in Lettere classiche a Bologna, torno nelle Marche dove mi occupo di comunicazione ed entro in contatto con il mondo dell'arte contemporanea, all'inizio come operatrice didattica e poi come assistente alla cura di numerose mostre per enti pubblici e privati del territorio. Dell'arte mi interessano soprattutto i nuovi linguaggi e gli artisti che si fanno portavoce e anticipatori delle emozioni del nostro tempo: video, fotografia, street art, contaminazioni di linguaggi. Nel 2007 fondo l’associazione culturale GLAZonART per la quale curo la mostra “VIDEOGLAZ Mario Sasso e l’immagine elettronica” presso il Museo d’Arte Moderna di Mosca. Ora insegno di ruolo Lettere negli istituti superiori, alternando l’attività didattica a quella di critica, principalmente per la rivista Artribune, e di curatrice indipendente, per la quale collaboro con gallerie e festival come l’Associazione AOCF58 di Roma, il festival Nottenera di Serra de’ Conti e altre realtà del territorio. Dal 2013 curo il progetto dello spazio espositivo USB Gallery a Jesi (AN), una homegallery a cui ho dato vita nella mia abitazione e che gestisco nello spirito di assoluta libertà, ricerca e incontro insieme agli artisti ospitati, per dare forma alla complessità e alla profondità dei nostri tempi che solo l’arte contemporanea può indagare.