Presente, come tutti gli artisti della mostra curata da Ralph Rugoff, con due differenti opere, una ai Giardini (Spectra III) e una all’Arsenale, Ryoji Ikeda (1966) è una delle punte di diamante di questa edizione. Negli spazi delle Corderie l’artista e compositore giapponese ha messo in scena il primo capitolo di una nuova trilogia intitolata Data-Verse prodotta con il supporto dall’azienda di orologi di lusso di Le Brassus (Svizzera) Audemars Piguet. Il video, proiettato su uno schermo di grandissime dimensioni, immerge lo spettatore in un caleidoscopico universo di dati: visualizzandoli, trasformandoli e traducendoli in immagini e suoni ipnotici. Alla base dell’opera ci sono una serie di data set provenienti da istituzioni scientifiche come il CERN, la NASA e lo Human Genome Project. Dal macroscopico al microscopico, insomma, Ikeda racconta di un universo in cui tutto, prima o poi, è destinato a diventare codice, e in cui l’essere umano fa sempre più fatica a orientarsi.

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Valentina Tanni è storica dell'arte, curatrice e docente. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba. Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. La sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e nuove tecnologie, con particolare attenzione alle culture del web. Nel 2001 ha fondato Random Magazine, uno dei primi magazine online dedicati alla Net Art, ed è tra i membri fondatori delle riviste d’arte contemporanea Exibart e Artribune. Ha curato numerose mostre in musei e gallerie, tra cui “Netizens”, “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati”, “Maps and Legends. When Photography Met the Web”, “Eternal September” e “Stop an Go. The Art of Animated Gifs”. È stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” e ha lavorato come docente per numerose istituzioni pubbliche e private (Università di Roma La Sapienza, LUISS, Istituto Europeo di Design, Fondazione Moderna Arti Visive).