In a nutshell, che tradotto in italiano sta per “in sintesi”, è un intelligente spaccato della nostra storia contemporanea narrato attraverso il sapiente accostamento di elementi tanto diversi quanto affini. Diretto nel 2017 dal giovane regista svizzero Fabio Friedli (Berna, 1986) dello studio di animazione YK Animation Studio, il breve cortometraggio (che tanto sembra ispirarsi sia alle pionieristiche teorie sul montaggio di Ejsenstein che a un geniale sperimentatore dello stop motion come il ceco Jan Svankmajer) si presenta come un momento di riflessione non solo su tutto ciò che sta caratterizzando questa precisa epoca storica, ma anche sulla nostra stessa esistenza. Si parte dunque da un seme, che poi si fa noce per assumere poco dopo le sembianze di un quaderno per appunti: un’esplosione vitale e creativa destinata a divenire sempre qualcos’altro.
Attraverso metafore visive e combinazioni cromatiche, l’intero video affronta in maniera minimalista tematiche che vanno dalla produzione di ordigni bellici alla tragica questione dei rifugiati, passando per la dipendenza da farmaci e sostanze stupefacenti, la squilibrata divisione delle ricchezze mondiali, le scellerate imposizioni da parte della presidenza di Donald Trump, l’alterazione della propria identità attraverso l’uso dei social network.
Vincitore di molteplici premi, tra i quali ricordiamo il Premio Under35 dell’A.I.A.C.E. di Milano nel 2017 e il I Premio nella categoria Miglior film sperimentale dell’Amarcort Film Festival di Rimini nel 2018, In a nutshell è ancora oggi di un’attualità disarmante; un piccolo capolavoro dell’animazione contemporanea.

– Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.