Gli algoritmi, questi sconosciuti. Ne sentiamo sempre parlare e ne siamo costantemente influenzati, ma quanti di noi hanno davvero chiaro il concetto di algoritmo? Per fare luce sull’argomento la storica ONG inglese RSA (acronimo di Royal Society for the Encouragement of Arts, Manufactures and Commerce) ha commissionato un tanto breve quanto efficace video educativo alla giovane casa di produzione indipendente, specializzata in animazione, Nice Shit Studio di Barcellona che, a sua volta, si è affidata a un’esperta mondiale in materia: la matematica statunitense Cathy O’Neil. Accompagnata da illustrazioni dal forte impatto evocativo, la voce narrante espone la propria tesi chiarendo fin da subito che l’idea, presentata sul mercato, dell’algoritmo come qualcosa di oggettivo è fondamentalmente una menzogna in quanto esso rappresenta in verità “un’opinione racchiusa in una formula matematica”. Attraverso la metafora della preparazione di un pranzo destinato ai propri figli, la studiosa spiega come l’algoritmo nasca dalla combinazione di due elementi: dei dati organizzati e una definizione di “successo”. Il problema nasce nel momento in cui si pensa all’algoritmo come a qualcosa di assoluto; la realtà dei fatti fa capire invece che a determinare la riuscita di un processo è il parere del fruitore, che non sempre ha la stessa idea di “raggiungimento di un obiettivo” del creatore dell’algoritmo, soprattutto se si tratta di programmatori influenzati da ragioni economiche e di mercato.

– Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.