L’attore Simone Liberati interpreta Zero, il protagonista, personaggio liberamente ispirato all’autore: un disegnatore disoccupato che si arrangia facendo lavori temporanei e vive nel quartiere romano di Rebibbia, una periferia dai toni surreali dove “manca tutto ma non serve niente”. Al suo fianco, l’amico storico Secco, interpretato da Pietro Castellitto, e la madre, che ha il volto di Laura Morante. Immancabile, la presenza dell’ormai mitico Armadillo, un animale che accoglie Zero ogni sera a casa e dialoga con lui su gli argomenti più svariati, impersonando la voce della sua coscienza.
Arriva a interrompere la routine la morte di Camille, ex compagna di scuola e amore non confessato del protagonista, una notizia che scuote Zero e lo costringe a fare i conti con la propria emotività, ma anche con i problemi di comunicazione di un’intera generazione, quella “dei tagliati fuori”.

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  1. […] La profezia dell’armadillo approda sul grande schermo grazie all’esordiente Emanuele Scaringi. Si tratta della trasposizione cinematografica dell’omonimo fumetto, forse quello più conosciuto, di Zerocalcare. Il ventisettenne Zero, interpretato da Simone Liberati, è un disegnatore spiantato del quartiere periferico di Rebibbia, più precisamente della Tiburtina Valley: terra di Mammuth, tute acetate, corpi reclusi e cuori grandi; un posto dove manca tutto ma non serve niente. Visto che con le vignette non si guadagna, tira avanti dando ripetizioni di francese e creando illustrazioni per gruppi musicali punk indipendenti. La sua vita è un saliscendi dai mezzi pubblici, un andirivieni da un capo all’altro della città per inseguire lavoretti occasionali e far visita alla Madre. Finché un giorno, di ritorno a casa, non lo attende la personificazione della sua coscienza critica, un vero armadillo in placche e tessuti molli, pronto a conversare sulla vita, l’attualità e i massimi sistemi del mondo. Ad affiancare Zero nelle piccole imprese quotidiane c’è Secco, ovvero Pietro Castellitto, l’amico di sempre. Presente anche quando la notizia della morte di Camille, vecchia compagna di scuola e primo amore del protagonista, mette in discussione le poche certezze dell’artista dissacrante, evocando i dubbi e il senso di incomunicabilità che contagiano un’intera generazione di “tagliati fuori”. […]

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