Quando sono nella metropolitana di New York sono graffiti. Quando è illegale sono graffiti. Qui non è la stessa cosa”. A parlare è Keith Haring, ospite nel 1984 della trasmissione Mister Fantasy condotta da Carlo Massarini e trasmessa dalla RAI. Il pittore americano, famoso per il suo ruolo nella diffusione di un genere come la street art a livello internazionale, dimostra di avere le idee molto chiare sul proprio ruolo e su quello che sarebbe stato il destino del movimento che lo aveva visto esordire all’inizi alla fine degli Anni Settanta.
Invitato a realizzare una pittura live durante il programma, registrato al Rolling Stone di Milano, Haring dipinge un’immagine nel suo stile più tipico, fatto di tratti decisi e figure semplici come geroglifici contemporanei. Quando Massarini gli chiede di cosa parla l’opera, l’artista commenta, anche stavolta con estrema preveggenza: “parla del problema più grosso per l’uomo di oggi: stare al passo con la tecnologia e capire dove ci sta portando, ma anche mantenere il senso di sé, la capacità di guardarsi dentro”.

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AutoreKeith Haring
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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.