Ciò che tiene le persone in vita non è quello che hanno fatto in passato, o quello che sono state, ma piuttosto quello che saranno e quello che faranno in futuro”. Inizia così la conversazione di Marc-Christoph Wagner del Louisiana Museum di Copenhagen con Renzo Piano (Pegli, 1937). L’architetto genovese mette infatti in guardia i giovani dalla trappola della nostalgia, dalla tentazione di concentrarsi troppo sulle proprie origini, rischiando così di non generare innovazione.
Nato a Genova, Piano spiega poi come il Mar Mediterraneo sia stato per lui una grande fonte di ispirazione: “non è un semplice mare, è come una zuppa, un consommé di tante culture differenti”. Un’altra questione interessante che viene sollevata è quella del rapporto con la storia: “gli architetti non cambiano la storia”, afferma Piano, “ma sono testimoni dei cambiamenti storici e danno forma a questo cambiamento. Costruire un buon edificio è un gesto civico, un gesto di pace”.

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AutoreRenzo Piano
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