Non tutte le lingue includono parole in grado di descrivere un gran numero di colori. In alcuni idiomi, infatti, ci sono i termini solo per descrivere tre tonalità: chiaro, scuro e rosso. Nel 1969, Paul Kay e Brent Berlin, due studiosi dell’Università di Berkeley in California, pubblicarono un libro fondamentale sul tema. Dalle loro ricerche risultava un dato molto interessante: tutte le culture del mondo avevano inventato le parole per descrivere i colori esattamente nello stesso ordine. Prima il bianco e il nero, poi il rosso, poi giallo e verde e solo dopo tutti gli altri.
In questo video, prodotto dal magazine Vox, la questione viene approfondita fornendo esempi e ripercorrendo la storia degli studi condotti sul tema dagli Anni Sessanta fino a oggi. E dimostrando come, indipendentemente dalla diversità culturale e linguistica, esista un pattern comune a tutti gli esseri umani nel riconoscimento dei punti salienti dello spettro cromatico, un certo tipo di percorso mentale che ci accomuna tutti nel tentativo di riconoscere e descrivere il mondo che ci circonda.

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.