Una storia leggera e fantastica, a tratti commovente, girata con pochi mezzi e tanta fantasia. È il cortometraggio Détour, un film di appena 11 minuti scritto e diretto da Michel Gondry per Apple. Il regista francese è stato invitato dall’azienda di Cupertino a realizzare un film utilizzato soltanto la videocamera dell’iPhone 7 Plus, con l’obiettivo di mettere in evidenza le sue straordinarie possibilità. Quello che viene fuori dall’esperimento, tuttavia, non sono tanto le qualità tecniche dello smartphone, quanto il talento di chi si trova dietro la videocamera, dimostrando ancora una volta, se ancora ce ne fosse bisogno, che è non è certo l’utilizzo di strumenti sofisticati ad assicurare la qualità di un’opera d’arte.
Détour è un delizioso corto in pieno stile Gondry, un realismo fantastico squisitamente francese non privo di ironia e zeppo di invenzioni visive. Protagonista della storia un piccolo triciclo rosa, che dopo aver perso i propri proprietari, trova una nuova vita al termine di un lungo e tortuoso viaggio.

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.