Tothi Folisi (Sant’Agata di Militello, 1979) invitato da Cantieri d’Arte per una residenza presso il Giardino La Serpara, nel viterberse, focalizza il suo progetto sulla dimensione contemplativa di relazione con il paesaggio. La residenza presso il giardino di sculture di Paul Wiedmer si fonda sulla necessità di aderire al paesaggio attraverso una lettura poetica che, come direbbe Andrea Zanzotto, determina una “fenomenologia interiore”, un percorso di recupero delle immagini arcaiche dei luoghi, un regresso epifanico che diventa occasione di meditazione interiore. La contemplazione, dunque, come una chiave di immersione e immedesimazione nel paesaggio, che presuppone una dimensione quasi ascetica dell’ascolto e della visione.
Folisi si rifugia dentro il noceto, realizzando una piccola oasi ai margini del giardino. Il lavoro si sviluppa all’interno di una tenda con la compresenza di elementi rituali e dell’artista stesso come tentativo di registrare la frequenza tra il tempo della natura e, nello specifico del giardino, e quello dell’uomo. Questo tentativo si sviluppa attraverso l’atto di contemplazione, che nell’installazione diventa spazio rituale, identificato da alcuni elementi disposti sul terreno.

Portami dei fiori anche se non sono morto
Residenza di Tothi Folisi al Giardino La Serpara, maggio 2016
Nell’ambito del programma di residenze di Cantieri d’Arte promosso da Arci Viterbo
a cura di Marco Trulli

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AutoreTothi Folisi
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