L’arte non è mai popolare, neppure quando parla in modo non comune di cose comuni”. Parola di Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, 1936), che si racconta in questo bel ritratto video a cura di Finarte. L’artista siciliano, famoso per la sua lunga ricerca sul tema del rapporto tra parola e immagine, spiega il significato di una delle sue opere, Dichiaro di non essere Emilio Isgrò (1971), dove il tema dell’identità viene affrontato in modo “odisseico”, ossia negando per affermare, come fece Ulisse ribattezzandosi “nessuno”.
Dall’importanza di una corrente artistica come la Poesia Visiva, al rapporto dell’arte con il mercato, Isgrò in pochi minuti tocca moltissimi temi chiave del contemporaneo, ribadendo a ogni passo la libertà come prerogativa assoluta dell’arte e dell’artista. L’opera descritta, insieme a moltissime altre, farà parte dell’asta di arte Moderna e Contemporanea in programma il 30 maggio alla Permanente a Milano.

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AutoreEmilio Isgrò
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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.