Un’animazione allucinata e divertente, che utilizza il corpo umano come punto di partenza per una serie di incredibili evoluzioni a tempo di musica. L’autore è Kouhei Nakama, art director giapponese già noto nel settore per aver firmato una lunga serie di video dal carattere sperimentale, utilizzando varie tecniche di animazione generativa.
Per realizzare Makin’ Moves Nakama è partito da una serie di riproduzioni 3D di corpi umani, che vengono poi scomposte a tempo di musica, partendo da semplici dissezioni per arrivare a complessi effetti di moltiplicazione frattale. Una forma di divertito “surrealismo geometrico”, come l’ha definito Rich Oglesby del sito Prosthetic Knowledge, che sta facendo rapidamente il giro del web, contagiando tutti con il suo ritmo vertiginoso.

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.