Quando Robert Rauschenberg (1925 – 2008), decise di cancellare un’opera di Willem De Kooning (1904 – 1997) furono molti a interpretare il gesto come un atto di negazione, una protesta contro lo strapotere dell’espressionismo astratto in America. In realtà, come racconta Rauschenberg in questo documento video, la sua idea era quella di riuscire a produrre un disegno “bianco”, in linea con la sua serie di White Paintings. Dopo aver provato a cancellare uno dei propri disegni, capì che non era abbastanza per diventare un’opera: il materiale doveva essere arte in partenza, per poi essere cancellato e trovare una “seconda vita”.
De Kooning, che accettò di donare al collega uno dei suoi disegni, gli disse: “Capisco cosa vuoi fare, anche se non condivido. Ti darò però un disegno che farai molta fatica a cancellare”. Sul foglio c’erano tantissimi segni di matita, di cera e di carboncino: Rauschenberg impiegò un mese intero per cancellarlo, utilizzando un numero imprecisato di gomme. “Non è una negazione”, spiega l’autore, “io la considero una celebrazione”.

– Valentina Tanni

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AutoreRobert Rauschenberg
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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.