Wolfgang Laib (Metzingen, 1950) lavora da sempre con un materiale particolarissimo, insieme luminoso ed effimero: il polline. L’artista tedesco trascorre mesi interi a raccoglierlo personalmente nelle campagne che circondano il suo studio in un piccolo villaggio nel sud della Germania e lo conserva, catalogato per tipologia, in piccoli barattoli di vetro. Questa polvere preziosa, che rappresenta l’inizio della vita, viene poi utilizzata per costruire grandi installazioni in gallerie e musei: tappeti di colore che sembrano emanare luce tanto sono caldi e abbaglianti.
In questo video, prodotto dal MoMA di New York in occasione della personale dell’artista nel 2013, Laib racconta le origini di questo lavoro, nato nel periodo in cui, giovane studente di medicina, lavorava negli ospedali a continuo contatto con la malattia e la morte: “penso che il polline, che simboleggia la vita, sia stata la mia risposta a tutto quello che ho visto”.

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.

2 COMMENTS

  1. […] Wolfgang Laib è un artista tedesco che crea delle installazioni con l’utilizzo di un materiale molto particolare: il polline. Da anni lo raccoglie personalmente nelle campagne che circondano il suo studio, nei pressi di un piccolo villaggio a sud della Germania. Al termine della raccolta lo conserva e lo cataloga, a seconda della tipologia, all’interno di barattoli di vetro. La polvere di polline, dall’effetto unico e luminoso, viene utilizzata per la creazione di installazioni poi esposte in gallerie e musei. Dopo aver lavorato per anni negli ospedali a contatto con morte, malattie, dolore, il polline è la sua personale risposta a tutto ciò che ha visto, e costituisce inoltre il trionfo della vitalità della natura. […]

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