C’è tempo fino al 24 aprile per lasciarsi sopraffare dalla maestosità creativa di uno degli artisti più influenti del Novecento: Cy Twombly (Lexington, 1928 – Roma, 2011). La mostra fa parte della fitta programmazione di grandi retrospettive pensata per celebrare i 40 anni di vita del Centre Pompidou, che lo scorso 30 novembre ha dato il via al ciclo proprio con il celebre pittore informale.
Americano di nascita ma italiano d’adozione, Twombly è sempre stato capace, soprattutto attraverso i suoi celebri “scarabocchi colti”, di trasmettere un impeto poetico solenne e forte. Nella rosa delle circa 140 opere esposte, oltre ai famosi lavori pittorici caratterizzati da suggestioni classiche che ci riportano alla mitologia greco-romana, è possibile ammirare anche disegni, fotografie e sculture. Proprio queste ultime, contraddistinte da un sorprendente rigore geometrico-cromatico, possono fornire la giusta chiave per riscoprire e reinterpretare uno dei maestri assoluti dell’arte contemporanea, troppo spesso associato a un unico ed esclusivo modus operandi.

– Valerio Veneruso

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AutoreCy Twombly
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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo. Tra le mostre recenti: la personale RUBEDODOOM – Per tutti e per nessuno (Metodo Milano, Milano, a cura di Maurizio Bongiovanni, 2020) e le collettive, Existance Resistence (mostra virtuale su Instagram a cura di Giovanna Maroccolo e Patrick Lopez Jaimes, 2022), The Struggle is Real (Green Cube Gallery e Fondazione Spara, a cura di Clusterduck, 2021), Rifting (a cura di Federico Poni e Federica Mirabella per la quinta edizione di The Wrong Biennale, 2021), ISIT.exhi#001 (Spazio In Situ, Roma, a cura di ISIT Magazine, 2021), e Art Layers (progetto espositivo su Instagram curato da Valentina Tanni per il decennale di Artribune). Tra le principali esperienze curatoriali: lo screening video Melting Bo(un)d(ar)ies (Cappella di Santa Maria dei Carcerati, Palazzo Re Enzo, Bologna, 2022), il progetto di newsletter mensile IMMAGINARIA – Un altro mondo (per l’arte è possibile (commissionato dall’Associazione culturale di arte contemporanea TRA – Treviso Ricerca Arte, 2020/2021), le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019), e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018) e il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Ha collaborato con diverse realtà editoriali come Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.