Il perturbante. Aggettivo di freudiana memoria che ha in sé una sintesi ambigua, fortissima: ciò che è familiare e ciò che fa paura, in un’immagine sola. Da qui l’inquietudine. Attrazione e terrore, intimità e sgomento. E siamo in un territorio che potremmo definire l’estetica della soglia, del transito. Annette Messager (Berck, 1943), tra le maggiori artiste europee viventi, premiata nel 2010 col Leone d’Oro alla Biennale di Venezia, arriva a Villa Medici, sede dell’Accademia di Francia a Roma, per il nuovo ciclo espositivo Une, a cura di Chiara Parisi.
E questa passione per l’inquieto, per l’enigmatico, per ciò che perturba, celando e rivelando a piacere, torna anche qui, come una costante del suo sguardo, del suo sentimento per l’esistenza.
Per me è inquietante tutto quello che è ‘familiare’, tutti gli oggetti di cui ci circondiamo,
quello che succede nelle nostre vite, quello che succede nell’attualità”, ci dice. “Per me non esistono il surreale e l’immaginazione, la vita è più forte. (…) La vita, per me, è un turbamento permanente”.
Che non è paura, o non semplicemente. È lo stupore per una bellezza soverchiante, da cui si intravede l’inaudito, l’incomprensibile, e che però è anche un bastimento di memorie d’infanzia, di relazioni affettuose, di passioni e godimenti, di potenza laterale ed energia impetuosa. Come quella delle donne.

FRAMMENTI AMOROSI. STORIE DI CORPI, DONNE, ANIMALI

E sul femminile riflette spesso, Annette Messager. Della difficoltà d’essere artiste e di conquistare spazio, credibilità, autorevolezza. Le donne spaventano? “Quando ho cominciato il mio lavoro mi chiamavano la fattucchiera”, aggiunge. “La parola utero viene dalla parola isteria, e il sangue che cola ogni mese… Tutto questo può fare paura ancora oggi”. E allora piccoli uteri diventano la decorazione di una carta da parati, nell’ex atelier di Balthus, mentre in giardino una lunga chioma oscilla al vento, brandita dal Mercurio bronzeo del Giambologna. E ancora un’esplosione di serpenti di peluche è come acqua che zampilla dalla celebre Fontana della Loggia, mentre animali di foglie sono scolpiti tra le siepi. Tutto si mimetizza, tutto è frammento che sbuca e risuona, insinuandosi docilmente.
All’interno, la grande scalinata centrale è sovrastata da Eux et Nous, Nous et Eux (2000), una pioggia di creature bizzarre, animali impagliati ibridati con peluche, specchi, matite colorate, guanti neri: la poetica dei corpi per la Messager è sempre un fatto di smembramenti, accumulazioni, ombre sotterranee e fascinazione. Una “geografia amorosa”, la chiama lei, citando i frammenti di Barthes. Corpi a pezzi ma che non raccontano il dolore: piuttosto “la tenerezza”.
Chiude il percorso una grande installazione del 2004, Histoire de traversins: cuscini rigati, a evocare le divise dei prigionieri di Auschwitz, si fanno architetture morbide, enormi covi d’incubi e di meraviglie, da cui sbucano maschere e micro personaggi. Torna la malia del perturbante. Mentre dall’altra stanza, come un canto, risuonano parole scritte sul muro, con fili di pazienza a cui appendere giochi e vecchi pupazzi: jelousie, spasme, love. Lo spasmo, la gelosia e la passione. Ancora una volta la vita, a tenerci per le viscere e all’altezza del cuore.

– Helga Marsala

Evento correlato
Nome eventoAnnette Messager - La Messaggera di Villa Medici
Vernissage09/02/2017 ore 19
Duratadal 09/02/2017 al 23/04/2017
AutoreAnnette Messager
CuratoreChiara Parisi
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoVILLA MEDICI - ACCADEMIA DI FRANCIA
IndirizzoViale Della Trinità Dei Monti 1 - Roma - Lazio
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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è stata anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.