Forse non conoscete il suo nome, ma di sicuro vi siete imbattuti nel suo lavoro almeno una volta nella vita. Lui è Shigeru Miyamoto (Nantan, Kyoto, 1952), uno dei videogame designer più importanti al mondo, responsabile di piccoli capolavori del genere come Donkey Kong, Zelda e soprattutto Super Mario, un gioco immortale, che continua a migrare di piattaforma in piattaforma conquistando molteplici generazioni di giocatori, dai sistemi ancora primitivi degli Anni Ottanta alle piattaforme più evolute di oggi.
In attesa del lancio in Italia dell’attesissima nuova console della Nintendo, il modello Switch, previsto per marzo 2017, ascoltiamo questa interessante intervista che il magazine Vox ha fatto a Miyamoto, che racchiude in poche frasi tutta la sua filosofia di game designer. Una pratica trentennale basata su pochi, fondamentali, principi: non seguire i trend, progettare giochi per tutti, commercializzare solo giochi che regalino al giocatore un forte senso di appagamento, dotare il gioco di un sistema di “auto-apprendimento”, attraverso degli accorgimenti che permettano all’utente di imparare a usarlo senza dover leggere una sola riga di istruzioni.

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma e Milano. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020).