A sei anni dalla pubblicazione della loro ultima fatica discografica, The fall, i Gorillaz, band virtuale creata dal frontman dei Blur Damon Albarn insieme al disegnatore Jamie Hewlett nel 1998, scelgono il giorno d’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca per rompere il silenzio e diffondere il loro nuovo singolo Hallelujah Money. Il videoclip del brano, diretto dal regista italiano Giorgio Testi e dagli stessi Gorillaz, è una lunga sequenza di materiale found footage molto vicina alla logica di fruizione propria di piattaforme come Youtube. Un mashup di spezzoni video molto attuale, che passa, con dissolvenze incrociate, da rituali africani a una processione del Ku Klux Klan per poi concludersi con un disperato Sponge Bob in lacrime dopo aver udito dal suo datore di lavoro le fatali parole, di trumpiana memoria:“You’re fired!”.

– Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.