Un raro documento che racconta gli esordi di Banksy, lo street artist più famoso del mondo, molto prima che il suo nome raggiungesse le gallerie e le case d’aste. In questo video del 1995, apparso su Internet da qualche giorno, l’artista inglese, che ha sempre mantenuto un rigoroso anonimato, si confessa alle telecamere della trasmissione di Channel 4 Shadow People, usando la sua vera voce ma tenendo il volto nascosto. Con un inconfondibile accento londinese, Banksy spiega il suo rapporto con l’arte di strada, che lo eccita per la sua possibilità di muoversi sotto traccia, illegalmente, fuori dalle regole: “la notte dona alla città un’energia diversa. Amo la città quando è silenziosa, quando sei l’unica persona in giro e hai la sensazione di poter commettere un delitto e farla franca”, spiega.
Particolarmente pregnante il passo in cui affronta il delicato tema del rapporto con le gallerie, i critici d’arte e il denaro. Una dichiarazione che ci mostra un Banksy giovane e idealista: “Non voglio fare mostre in galleria. Saatchi è venuto da me con un sacco di soldi e l’ho mandato affanculo”, racconta, “quello che faccio non ha niente a che fare con i soldi; io non dipingo per nessun altro, e sicuramente non per i critici”.

– Valentina Tanni

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Autore Banksy
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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.