A un primo sguardo poteva sembrare l’ennesimo “photoshop fail” delle riviste di moda. Le due modelle Kendall Jenner e Gigi Hadid appaiono sulla cover dell’ultimo numero di W Magazine fin troppo lucide e senza ginocchia. Inoltre, alle loro spalle fa capolino uno strano personaggio metà umano metà animale, e nell’inquadratura appaiono alcune mani di non meglio identificata provenienza. La colpa di queste stranezze non è di un fashion editor sbadato, ma di una coppia di artisti contemporanei, Ryan Trecartin e Lizzie Fitch, scelti dalla rivista americana per la tradizionale Art Issue. Ogni anno infatti, W Magazine chiama un artista a collaborare con la redazione per un progetto ad hoc: negli anni scorsi abbiamo visto grandi nomi come Richard Prince, Maurizio Cattelan, Barbara Krueger, Ai Weiwei, Bill Viola e Yoko Ono.

Per la decima edizione Trecartin e Fitch hanno realizzato una serie di fotografie e un video, riuniti sotto l’evocativo titolo Placebo Pets. L’atmosfera è quella tipica dei video di Trecartin, autore di opere che ricordano “il teatro dell’assurdo in versione sci-fi”, come ha scritto una volta Art in America. Dialoghi surreali, volti pesantemente truccati e un mix di personaggi reali e avatar sintetici, per un racconto allo stesso tempo inquietante e ironico.
A completare l’iniziativa c’è anche un secondo video, lanciato in contemporanea, in cui Kendall Jenner reinterpreta cinque opere celeberrime di performance art: Cut Piece di Yoko Ono, le Antropometries di Yves Klein, Passing Trough di Murakami Saburo e infine Relation in Time e Ahh di Marina Abramovic e Ulay.

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.