Essere donne nella nostra società non è semplice, si sa. Immaginiamoci se si sceglie di fare l’artista, e non ai giorni nostri, bensì negli anni Cinquanta. Nanda Vigo (Milano, 1936) tuttavia non si lascia intimorire e intraprende gli studi di architettura, per poi avvicinarsi anche all’arte visiva e al design. La luce, che diverrà poi fonte d’ispirazione determinante per tutta la sua opera, si “accende” quando vede per la prima volta La casa del Fascio a Como, realizzata dall’architetto razionalista Giuseppe Terragni. Dopo essersi laureata a Losanna si trasferisce a Milano; qui l’arte entra in modo determinante nella sua vita: collabora con Giò Ponti, diventa amica di Lucio Fontana e diviene compagna di Piero Manzoni.
Nada Vigo entra anche in contatto con il Gruppo Zero, anzi con il Movimento Zero, come ci tiene a sottolineare la stessa artista; movimento del quale la Vigo diverrà una della protagoniste, curando nel 1965 la fondamentale mostra ZERO avantgarde, presso lo studio di Fontana. Tanti i viaggi in giro per il mondo, come tantissimi i progetti, così come importanti e numerose le opere, le mostre e i premi. Una donna con la D maiuscola, ma soprattutto un’artista con A maiuscola.

– Alberto Mattia Martini

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