Dopo quasi quarant’anni di lavorazione, sta per uscire sugli schermi Voyage of Time, la pellicola di Terrence Malick che si pone l’ambizioso obiettivo di raccontare la storia della vita sulla terra, dalle origini alla sua futura fine. “Una celebrazione della vita e della grande storia del cosmo”, come l’ha definita il suo autore.
L’attesa per la pubblicazione di Voyage of Time è stata lunga, tanto lunga da arrivare persino a scatenare l’ira degli investitori di Malick, che nel 2013 erano pronti a denunciarlo per riavere indietro i loro 3 milioni di dollari. Noto per il suo perfezionismo maniacale, il regista dell’amato (e altrettanto odiato) Tree of Life torna ad affrontare temi universali, e lo fa con un documentario in formato colossal, un montaggio di immagini spettacolari del nostro pianeta e del cosmo pensato per essere visto su schermi giganti, preferibilmente avvolgenti come quelli delle sale con tecnologia IMAX. Il film infatti verrà pubblicato in due versioni: una di 40 minuti per IMAX (in uscita il 7 ottobre 2016), con la voce narrante di Brad Pitt, e l’altra di 90 minuti con quella di Cate Blanchett. La colonna sonora è firmata da Ennio Morricone, come annunciato lo scorso anno, nonostante il compositore abbia commentato negativamente le sue precedenti collaborazioni con il regista, considerato un po’ invadente.

– Valentina Tanni

 

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.