NON SOLO VINILE
Non solo vinile. L’ondata retrò che sta investendo il mondo della musica già da qualche anno, riportando in auge stili, tecnologie e supporti ritenuti ormai obsoleti, ha ripescato anche l’antica, amata, audiocassetta. Sempre più band, che siano piccole realtà indipendenti oppure superstar della musica (i Metallica, solo per fare un esempio, hanno ripubblicato su nastro il loro brano del 1983 Hit the Lights), si stanno riavvicinando a questo nostalgico oggetto. Un’ondata di ritorno che si conferma un successo anche commerciale: la National Audio Company, l’unica fabbrica di cassette rimasta attiva sul suolo statunitense, nello stato del Missouri, ha totalizzato nel 2015 il suo fatturato più alto di sempre.

IL FASCINO DELL’ANALOGICO
In questo video, che mostra la fabbrica in piena attività, l’ingegnere che la dirige Robert Coverston, racconta la storia di questo inaspettato successo, spiegando come i supporti analogici esercitino una grandissima fascinazione sulle generazioni più giovani, che nonostante l’uso quotidiano di software digitali e file mp3, sentono sempre più la necessità di tornare agli oggetti fisici. Oggetti che possono essere personalizzati, conservati e passati di mano in mano.
Sono due le ragioni per cui abbiamo cercato di resistere”, ha dichiarato il proprietario Steve Stepp al Rolling Stone, “una è la testardaggine e l’altra è la stupidità. Sono una persona molto testarda ma anche molto ottimista. La componente di stupidità consiste nel fatto che non sapevamo che la cassetta fosse un oggetto morto. Ci hanno detto che lo era ma non abbiamo mai voluto crederci. E siamo rimasti in piedi sufficientemente a lungo per godere di questo ritorno”.

Valentina Tanni

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.