Una serie di avatar impegnati in una danza sfrenata davanti alla telecamera. Sono fatti di piume, palloncini, marshmallow, carta, filo, mattoncini, perle e persino polvere. Si muovono a tempo di musica, lasciando che i diversi materiali di cui sono fatti fluttuino, si modifichino e si disintegrino, esponendo ogni minimo dettaglio della complessa struttura che li costituisce. È un semplice ma ipnotico esercizio di stile, il video rilasciato dallo studio Method Design in occasione dell’edizione 2016 degli AICP Awards, il premio più prestigioso nel campo degli spot pubblicitari, e dedicato agli sponsor della manifestazione (ogni avatar rappresenta uno dei soggetti sostenitori). Un saggio di cosa può fare oggi l’animazione digitale, combinando diverse tecniche come il motion capture, l’animazione procedurale e la simulazione dinamica.
I migliori spot dell’anno, premiati durante una cerimonia al MoMA di New York lo scorso 9 giugno, faranno poi il giro del mondo, con eventi nelle maggiori istituzioni culturali e museali degli Stati Uniti e non solo. I lavori dei vincitori entrano ogni anno a far parte dell’archivio del Department of Film del museo, la cui collezione conta oltre 1,800 spot pubblicitari.

– Valentina Tanni

www.aicpawards.com

 

 

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.