L’idea di partenza non è certamente nuova, ma le opere di Sonja Hinrichsen possiedono una grazia tutta particolare. Da sempre interessata agli interventi nello spazio naturale, dal 2009 l’artista tedesca si è concentrata sulla pratica del “disegno su neve”. I suoi lavori, realizzati camminando attraverso candidi campi innevati con delle racchette ai piedi, si estendono leggeri sulla bianca superficie ghiacchiata come ricami. Linee disegnate passo dopo passo, affondando i piedi nella neve morbida, seguendo traiettorie a spirale e altri motivi di ispirazione naturalistica. Le opere che ne risultano, grandissime ed effimere come gran parte dei lavori di Land Art, durano una manciata di ore, ma vivono per sempre nella memoria di chi li ha visti, magari dall’alto, e di chi ha contribuito a realizzarli. In molte occasioni, infatti, la Hinrichsen ha coinvolto il pubblico nel processo, trasformandole in performance collettive di intervento sul territorio.

In questo video, girato dalla KQED Arts, l’artista discute l’ideazione e la realizzazione dei disegni e spiega, in una lunga intervista, le motivazioni che l’hanno spinta ad intervenire sul paesaggio naturale invece di dedicarsi ad altri generi artistici: “Gli esseri umani hanno riempito questo pianeta di ‘roba’. Come artista penso che non ci sia bisogno di creare ancora ‘cose’. Mi piace l’idea che il mio lavoro sia effimero”.

– Valentina Tanni

www.sonja-hinrichsen.com

 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.