Raccontare un’arma con la forza del cinema. Costruirci intorno una storia, farne un piccolo monumento emozionale, celebrando il fascino, la perfezione estetica, la tradizione artigianale e l’evoluzione tecnologica,  il senso della potenza e della sfida, che sono dentro a un fucile da lusso Beretta. Con quell’incredibile catalogo di simboli e di narrazioni, legati al mondo della caccia, che arriva da lontano. Human Technology è un cortometraggio commissionato dalla storica azienda di Gardone Val Trompia e affidato alla direzione creativa di Paola Manfrin: “Ho subito immaginato un cortometraggio dalla forte vena emotiva”, racconta, “ destinato a toccare le corde più intime dell’animo dell’appassionato, di quella persona che – l’ho scoperto lavorando su questo progetto – quando imbraccia il fucile non va solo a caccia, ma rievoca i gesti di una storia centenaria che si intreccia in modo inscindibile con la nostra cultura”. Per la produzione Manfrin ha scelto lo Studio Ancarani, guidato da uno dei video artisti italiani più brillanti ed apprezzati sulla scena internazionale, Yuri Ancarani.
Ho avuto un sussulto quando Franco Gussalli Beretta – e complice l’adorata Umberta – mi ha chiesto di aiutarlo a realizzare un film sui suoi fucili d’alta gamma”, continua. “Questo Signore gentile dall’accento valtrumpino mi ha fatto capire di non cercare un semplice film istituzionale, ma di voler raccontare in modo artistico ciò che rende unico il prodotto Beretta: l’incontro tra una tradizione lunga 500 anni e le più avanzate tecnologie. Al mondo non esiste nulla di simile”.

Il risultato è un’opera di grande suggestione, che ripercorre l’intero processo produttivo dell’arma: dalla scelta della pregiata corteccia, nel cuore di un bosco, da cui saranno modellati il calcio e l’asta, fino al laboratorio in cui viene messo a punto il sofisticato congegno di precisione, passando per la delicata parte dell’intaglio su metallo, che impreziosisce il fucile con una scena bucolica: delle anatre in volo su uno specchio lacustre. In cinque minuti e mezzo di racconto si alternano immagini dal forte sapore tecnologico e scene di lavoro manuale, immerse in una sospensione epica.
Inconfondibile  l’impronta del cinema di Ancarani, fatto di ritualità gestuali, di lentezze poetiche, di esplorazioni meditative e di movimenti solenni, capaci di esaltare temi, gesti, luoghi del quotidiano.
Piena di tensione la chiusura, con un cacciatore senza volto che imbraccia il suo scintillante Beretta e lo punta contro il cielo, al passaggio di uno stormo d’uccelli. Prima che parta il colpo s’oscura la scena. E lo splendido fucile inizia a scrivere la sua storia.

Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critica d'arte, giornalista, editorialista culturale e curatrice. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è stata anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatorice dell’Archivio S.A.C.S (Sportello Artisti Contemporanei Siciliani) presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.