Ritorno agli albori. Sergio Lombardo a Roma

Galleria 1/9unosunove, Roma – fino al 26 novembre 2016. I “Monocromi” di Lombardo mettono in luce i primi risultati della sua teoria eventualista, un metodo scientifico mirato a stimolare nel pubblico una reazione non simulata di fronte all’arte.

Sergio Lombardo – Monocromi 1958-1961 - photo Andrea Simi - Galleria 1-9unosunove, Roma 2016
Sergio Lombardo – Monocromi 1958-1961 - photo Andrea Simi - Galleria 1-9unosunove, Roma 2016

Rosso100, Azzurro81, Arancio72 sono i titoli dei monocromi di Sergio Lombardo (Roma, 1939), smalti su tela realizzati attraverso un gesto molto semplice: incollare sul supporto, a una distanza regolare, ritagli di carta tutti uguali – il cui numero è esplicitato dai titoli –, per poi irrorarli di colorazioni industriali. Per quanta accortezza e rigore si possano usare, il risultato non sarà mai lo stesso perché la componente casuale insita nei diversi tempi di asciugatura dello smalto andrà a scompaginare la modularità originaria con tensioni, cretti e depigmentazioni. È la mano dell’artista che si eclissa per lasciare spazio al processo entropico che crea imperfezioni e un colore cangiante; le superfici vibranti delle tele divengono scacchiere espressive in cui il risultato è raggiunto dal paradosso di un intervento minimo, meccanico e psicologico, confermando un’astinenza espressiva tipica dell’Eventualismo praticato da Lombardo. In esposizione anche alcuni monocromi realizzati su carta e legno che mostrano il supporto come una discriminante del processo artistico e come l’arte rimanga un fenomeno imprevedibile.

Martina Lolli

Roma // fino al 26 novembre 2016
Sergio Lombardo – Monocromi 1958-1961
1/9 UNOSUNOVE
Via degli Specchi 20
06 97613696

[email protected]
www.unosunove.com

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/56181/sergio-lombardo-monocromi-1958-61/

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Martina Lolli
Curatrice e giornalista freelance nei settori di arte e musica. Dopo aver frequentato “La Sapienza” e l’Accademia di Brera (comunicazione e didattica per l'arte contemporanea) conclude la formazione con il corso per curatori CAMPO 14 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Attualmente redattrice per Artribune e OUTsider magazine, si dedica a progetti in cui arte, musica e scrittura si contaminano creando cortocircuiti estetici e favorendo una sensibilità allargata. Ha curato "Quello che rimane", prima personale del collettivo minimalista Minus.log al Museolaboratorio di Città S.Angelo (Pescara, 2016); "Our generation. Pittura emergente in Italia" con A. Zimarino (XVIII Biennale dell'Arte di Penne, Pescara, 2015); "Formazioni della luccicanza" con C. Fiasca a Palazzo Parissi di Monteprandone (Ascoli Piceno, 2015); "INCODEC" con I. D'Alberto, G. De Cerchio e M. Sconci al MUSPAC di L'Aquila (2015). Ha contribuito alla pubblicazione del volume "CORPO estraneo/straniero" (ed. Verdone) dedicato alla storia della performance art in Abruzzo con un capitolo sulla città di Teramo.