Tra oblio e follia. Una mostra per non dimenticare

Casa della Memoria e della Storia, Roma – fino al 18 novembre 2016. In collaborazione con l’Università degli Studi di Teramo, una mostra foto-documentaria sulle donne in manicomio durante il regime fascista. Tra scritti, referti medici e fotografie dell’epoca si delineano le storie anonime di donne recluse negli ospedali psichiatrici. Storie di sofferenza, dolore e sgomento. Un’opportunità per comprendere e approfondire una pagina complessa della storia contemporanea.

Archivi fotografici, Ospedale psichiatrico Sant'antonio Abate di Teramo
Archivi fotografici, Ospedale psichiatrico Sant'antonio Abate di Teramo

DONNE E SOFFERENZA
Se il visitatore per un istante chiudesse gli occhi, quasi a lasciarsi trasportare, si sentirebbero gli echi lontani dell’atroce bisbiglio, delle urla soffocate, dei respiri convulsi delle donne incatenate e internate. In questa raccolta di frammenti fotografici e documenti storici provenienti dagli archivi dell’ospedale psichiatrico di Sant’Antonio Abate di Teramo, si prende coscienza di ciò che è stato; atroci e muti delitti che per molto tempo sono stati riposti nel dimenticatoio, oblio crudele dell’ego contemporaneo.
Emergono ritratti in bianco e nero, freddi sorrisi che nascondono in sé le sofferenze private, i vissuti complessi, le biografie lacerate. Questi visi sudici, a cui tutto è stato strappato, sconvolti e marchiati perpetuamente nell’anima, appartengono a donne per lo più contadine, in cui la malattia si è insinuata come serpe velenosa nel corpo e nella mente senza più lasciare il nero nido.

Archivi fotografici, Ospedale psichiatrico Sant'antonio Abate di Teramo
Archivi fotografici, Ospedale psichiatrico Sant’antonio Abate di Teramo

I FIORI DEL MALE
Spaesate nello spazio e nel tempo, in un fisico che non risponde più ai pensieri comuni del vivere stabile, esse sono “i fiori del male”, rami spinosi da recidere per l’ideologia pericolosa e mortifera della politica nazi-fascista di cui i più deboli hanno poi pagato l’amaro prezzo.
Dai referti affiorano storie mai vissute, vite contratte dalla miseria e dalla fame, dalla precarietà quotidiana ricca di nulla e di vuoti, donne rinchiuse in manicomio perché ostili ai dogmi e agli stereotipi della sposa e della madre esemplare, il cui corpo era invece destinato a concepire e dove, nello specifico, le espressioni di libera sessualità furono contornate dalla vergogna collettiva e dal peccato, inserite in un quadro psico-patologico ben distinto. Le fotografie scattate sono servite durante il regime fascista per catalogare i caratteri propri del male e per consolidare il ruolo subalterno della donna rispetto all’uomo. I profili drammatici di queste donne ricoverate raccontano labilmente di figlie, mogli, madri contro natura e vedove segnate dal dramma della guerra, vittime di violenza carnale, deboli e malate a cui la società fascista, in “difesa della razza”, rimuove e strappa con gli artigli della follia i pochi sorrisi timidi e accennati che emergono da questo oscuro scenario fatto di elettroshock, di isolamento e di reclusione totale.

Archivi fotografici, Ospedale psichiatrico Sant'antonio Abate di Teramo
Archivi fotografici, Ospedale psichiatrico Sant’antonio Abate di Teramo

PAROLE E STORIA
Da alcune lettere mai spedite ai famigliari, si leggono gli appelli imploranti delle internate. Nel 1920 così scrisse la paziente Haidè B.: “Io trovarmi in questa sezione, tra malate di ogni genere, tra le sofferenti, tra le asmatiche, tra le dementi con visi stravolti, con il fetore della notte, da sentirmi difficile la respirazione; oh questo è troppo, troppo”.
Come la storia di Sabina Spielrein, ricoverata in un manicomio presso Zurigo, guarita e poi fucilata in una sinagoga dai nazisti nell’agosto del 1942. Queste e altre sono storie dimenticate, vite sbiadite che oggi ritornano e rivivono simbolicamente per non far dimenticare a noi ciò che è stato.

Fabio Petrelli

Roma // fino al 18 novembre 2016
I Fiori del male. Donne in manicomio nel regime fascista
a cura di Annacarla Valeriano e Costantino Di Sante
CASA DELLA MEMORIA E DELLA STORIA
Via di San Francesco di Sales 5
06 6876543

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/56066/i-fiori-del-male/

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Fabio Petrelli
Nato nel 1984 ad Acquaviva delle Fonti, è uno storico dell’arte. Laureato nel 2006 presso l’Accademia di Belle Arti di Roma con una tesi in storia dell’arte (Storie notturne di donne. La rappresentazione perturbante della donna dal XV secolo ad oggi), nel 2013 si laurea in Storia dell’arte presso l’Università degli studi di Roma Tor Vergata con una tesi in Arti visive del XXI secolo (Imago Mortis. La rappresentazione della morte nell’arte contemporanea). Ha collaborato per diversi musei e gallerie; autore di molteplici saggi a carattere demo-etno-antropologico e storico-artistico, in ambito critico attinge agli studi sull’universo simbolico dei rituali religiosi e di come tali forme culturali si riverberano nell’universo archetipico della storia dell’arte dall’antichità al contemporaneo.