Lindbergh, la moda e l’arte

Kunsthal, Rotterdam – fino al 12 febbraio 2017. Non è una mostra di moda quella che presenta il museo olandese, bensì una vera e propria personale di un artista fotografo che si è sempre occupato di moda.

Peter Lindbergh, Michaela Bercu, Linda Evangelista and Kirsten Owen, Nancy, 1988 - Comme des Garçons advertising campaign, S-S 1988 - © Peter Lindbergh Studio, Paris - Gagosian Gallery
Peter Lindbergh, Michaela Bercu, Linda Evangelista and Kirsten Owen, Nancy, 1988 - Comme des Garçons advertising campaign, S-S 1988 - © Peter Lindbergh Studio, Paris - Gagosian Gallery

UN DEBUTTO DA RICORDARE
Per la prima volta Peter Lindbergh (Lissa, 1944) sbarca in un museo, lungo un percorso a cura di Thierry Maxime Loriot. Rotterdam e la sua bella Kunsthal celebrano un fotografo che ha raccontato la moda in maniera differente. È il primo progetto interamente prodotto dal museo con lo staff di quello che è stato all’unanimità riconosciuto anche artista tedesco.
220 le foto in mostra, volti e storie di donne che hanno bucato l’immaginario collettivo, da Madonna a Mila Jovovich, da Linda Evangelista a Claudia Schiffer fino a Naomi Campbell, dive recenti della sensualità mondiale.
Sono gli Anni Ottanta quelli che hanno segnato l’ascesa di Lindbergh, studente all’Accademia di Belle Arti di Berlino ed esordiente con una ricerca concettuale. L’influsso dell’arte contemporanea permane nelle sue opere e nell’allestimento scelto dalla Kunsthal, che ricostruisce l’atmosfera di un’epoca brillante per la moda attraverso impianti ambientali che simulano talvolta la camera oscura, talvolta l’archivio fotografico, talvolta immaginari alieni – tra i temi topici della fotografia di Lindbergh – ridisegnati con distese di cristalli Swarovski.

UNA VISIONE DIFFERENTE
La visione differente di Lindbergh ha determinato un cambiamento radicale nel mondo della moda, dado vita a un nuovo modo di fare fotografia quasi performativo. Le affascinanti protagoniste non sono infatti utilizzate come idoli immanenti, ma come attrici di racconti ideati dallo stesso Lindbergh. La città, il paesaggio, i co-attori, gli abiti e gli scenari sono altrettanto fondamentali all’interno della cornice dell’immagine. E la bellezza diventa altro da sé e la donna non è più la semplice indossatrice di un abito, ma un corpo pulsante, al centro dell’azione.

Santa Nastro

Rotterdam // fino al 12 febbraio 2017
Peter Lindbergh – A Different Vision on Fashion Photography
a cura di Thierry Maxime Loriot
KUNSTHAL
Museumpark, Westzeedijk 341
+31 (0)10 4400300

www.kunsthal.nl

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.