Geometria in mostra. A Reggio Emilia

Collezione Maramotti, Reggio Emilia – fino al 2 aprile 2017. Nove artisti internazionali danno vita a una mostra incentrata sull’astrazione pittorica. Invitando a riconsiderare i limiti di tempo e spazio.

Mamie Holst, Landscape Before Dying (Toward Exiting #8), 2008 - Courtesy the artist & 33 Orchard, New York
Mamie Holst, Landscape Before Dying (Toward Exiting #8), 2008 - Courtesy the artist & 33 Orchard, New York

PITTURA CONTEMPORANEA
Nella rassegna Geometria figurativa, organizzata da Bob Nickas, circa quarantacinque opere di Sadie Bening (USA, 1973), Alex Brown (USA, 1966), Mamie Holst (USA, 1961), Chip Hughes (USA, 1986), Xylor Jan (USA, 1963), Robert Janitz (Germania, 1962), Ulrike Muller (Austria, 1971), Nicolas Roggy (Francia, 1980) e Richard Tinkler (USA, 1975) intrecciano un percorso fatto di geometria e figurazione, dove corpi di natura ideale si dispongono come numeri nel tempo, tutte “opere che rappresentano un’astrazione o astraggono una rappresentazione”.
Uno dei fili conduttori della rassegna risiede nel concepire e difendere la pittura quale manifestazione autentica del contemporaneo. È il pensare l’atto manuale quale atto creativo puro e attuale la riflessione che emerge da tutta la sequenza di pigmenti, resine, acquerelli, carte e tele.

FRA TEMPO E SPAZIO
L’allestimento ben studiato induce l’osservazione a frammentarsi, a evolversi in un movimento scandito solamente dallo spazio architettonico che si frappone tra le opere. Uno spazio metronomico che non spezza la fluidità del passaggio, anzi, elogia i motivi geometrici e le strutture matematiche di gran parte dei lavori. La mostra intera è un invito a osservare e a percepire il tempo mentre si compie la missione del vedere. La pittura rallenta le azioni, mentre avanza una pretesa d’attenzione che cambia a seconda dell’opera, richiedendo sempre un certo intervallo, necessario alla piena assimilazione. La durata della percezione quindi varia, pur mantenendo sempre un’unità ipotetica di congiunzione tra spettatore e quadro, come varia anche la distanza con la quale si devono guardare le opere. Una mostra di movimento e concentrazione.

Mamie Holst, Landscape Before Dying (Toward Exiting #8), 2008 - Courtesy the artist & 33 Orchard, New York
Mamie Holst, Landscape Before Dying (Toward Exiting #8), 2008 – Courtesy the artist & 33 Orchard, New York

RETICOLI E PAESAGGI
Il contenitore-museo, la Collezione Maramotti, è ora un unico, enorme piano pittorico da cui si dipana l’importanza di questo linguaggio, lasciando emergere dai reticoli di linee elementi figurativi (Alex Brown, Chip Hughes) o vasti scorci spaziali (Mamie Holst, Robert Janitz) o paesaggi da decifrare (Nicolas Roggy), quasi a voler porre l’accento sull’idea che astrarre presuma sempre un dato reale di partenza.

Domenico Russo

Reggio Emilia // fino al 2 aprile 2017
Geometria figurativa
artisti: Sadie Benning, Alex Brown, Mamie Holst, Chip Hughes, Xylor Jane, Robert Janitz, Ulrike Müller, Nicolas Roggy, Richard Tinkler
COLLEZIONE MARAMOTTI
Via Fratelli Cervi 66
0522 382484
[email protected]

www.collezionemaramotti.org

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/56681/geometria-figurativa/

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Domenico Russo
Domenico Russo è laureato in Beni Artistici, Teatrali, Cinematografici e dei Nuovi Media presso l’Università di Parma. Ha collaborato con il Teatro Lenz e con la Fondazione Magnani Rocca. È impegnato come curatore in una ricerca che lo spinge alla continua scoperta dei linguaggi emergenti dell’arte contemporanea.