Fotografia e indagine sociale. Rodrigo Pais a Roma

Museo di Roma in Trastevere – fino al 13 novembre 2016. Le fotografie in bianco e nero di Rodrigo Pais, esposte in uno dei maggiori poli per la fotografia della Capitale, sono un racconto vivo sulla lotta per l’abitazione. Una pagina alta e complessa della storia contemporanea italiana.

Rodrigo Pais, Campo Artiglio, 1958
Rodrigo Pais, Campo Artiglio, 1958

PAIS E LA CITTÀ
Fugaci passanti in bicicletta, in una giornata cinerea del febbraio 1960, sono stati congelati dalla pellicola fotografica di Rodrigo Pais (Roma, 1930-2007).
Al crepuscolo, con un tempo di scatto lento, tutto appare melanconico e impalpabile. È la borgata Gordiani situata a Roma est, da cui emergono le dimore provvisorie in una via fatta di pozzanghere e lampioni di luce in lontananza, che rischiareranno la notte oramai prossima. All’orizzonte si ergono annebbiati i complessi abitativi popolari, file enormi di palazzi anonimi. Pais ha indagato con fare antropologico la sua città; un luogo dalle facce eterogenee, dove tanto complesso quasi quanto oggi, seppur diverso, è il concetto dell’abitare. È entrato silenzioso nei quartieri e, con la camera fotografica, li ha scrutati, restituendo immagini in cui tutto appare immobile, in una dimensione dove il tempo e lo spazio, oggi, sembrano sospesi. Così, in un fotogramma del 1964, il quartiere di Tiburtino III sorge da un cortile esterno, dove in successione prospettica gli spettri di lenzuoli e di bianchi abiti si agitano al vento, in un giorno freddo di un ottobre che fu.

Rodrigo Pais, San Basilio, 1963
Rodrigo Pais, San Basilio, 1963

STORIE PRECARIE
In questi angoli del sottoproletariato abitavano famiglia intere, con una loro biografia precaria e incerta, che dal profondo Meridione erano emigrati nella Capitale per cercare fortuna. Storie che s’intrecciano o si frammentano, vicende di attese e di sfratti, di speranze ma anche di lutti e di assenze profonde. Le file di donne e bambini, nel quartiere San Basilio, sono ritratte nel prender l’acqua a una fontanella. Sorridenti e stupite, alcune guardano l’obiettivo di Pais, altre invece sono impegnate nel riempire i secchi, perché non c’era acqua nelle case. All’orizzonte, in una campagna desertificata, gli scheletri bianchi di case popolari si innalzano informi. Già dagli Anni Cinquanta vi furono profonde lotte per il diritto alla casa.

Rodrigo Pais, Campo Artiglio, 1958
Rodrigo Pais, Campo Artiglio, 1958

UN PROBLEMA IRRISOLTO
Le fotografie drammatiche di Rodrigo Pais, raccolte in questa mostra, corredavano gli articoli delle maggiori testate; gli umili operai diseredati, le occupazioni notturne, la povera madre che a Campo Artiglio, nel quartiere Tiburtino, su di un letto di macerie e di disperazione, stringe a sé i figli in un silenzio rotto dal pianto della paura verso un futuro senza orizzonti certi. Con questa mostra complessa e corposa si dimostra come il diritto alla casa sia stato a Roma, come del resto in Italia, dal dopoguerra agli Anni Novanta, un processo difficile, fatto di battaglie dure, di ricordi persi ma riportati alla memoria oggi attraverso le fotografie di Pais.
Una testimonianza tangibile, un tracciato sociologico e politico, ancora attualissimo, del nostro Paese.

Fabio Petrelli

Roma // fino al 13 novembre 2016
Rodrigo Pais – Abitare a Roma in periferia
a cura di Guido Gambetta e Glenda Furini
MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE
Piazza di Sant’Egidio 1b
06 0608
[email protected]
www.museodiromaintrastevere.it

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/56536/rodrigo-pais-rodrigo-pais/

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Fabio Petrelli
Nato nel 1984 ad Acquaviva delle Fonti, è uno storico dell’arte. Laureato nel 2006 presso l’Accademia di Belle Arti di Roma con una tesi in storia dell’arte (Storie notturne di donne. La rappresentazione perturbante della donna dal XV secolo ad oggi), nel 2013 si laurea in Storia dell’arte presso l’Università degli studi di Roma Tor Vergata con una tesi in Arti visive del XXI secolo (Imago Mortis. La rappresentazione della morte nell’arte contemporanea). Ha collaborato per diversi musei e gallerie; autore di molteplici saggi a carattere demo-etno-antropologico e storico-artistico, in ambito critico attinge agli studi sull’universo simbolico dei rituali religiosi e di come tali forme culturali si riverberano nell’universo archetipico della storia dell’arte dall’antichità al contemporaneo.