La bellezza dell’imperfezione. Martina Della Valle a Prato

Dryphoto arte contemporanea, Prato – fino al 15 novembre 2016. L’artista fiorentina mette in scena nella galleria toscana un dialogo fotografico con l’Oriente. Puntando l’attenzione sul sempre delicato rapporto fra uomo e natura.

Martina della Valle, Wabi-Sabi, 2016
Martina della Valle, Wabi-Sabi, 2016 – photo courtesy Andrea Abati

UNO SGUARDO AL GIAPPONE
Lo spazio accoglie lo sguardo e lo invita a scorrere lungo le pareti, rispettando il ritmo lento e cadenzato della crescita di un fiore: questa è la sensazione che genera nello spettatore la mostra di Martina della Valle (Firenze, 1981). Il racconto è incentrato sul concetto orientale di Wabi-Sabi, “la bellezza delle cose imperfette, temporanee e incompiute” (Leonard Koren) e trae la sua origine da un viaggio in Giappone, dove casualmente l’artista ha ritrovato una collezione di vecchi negativi non datati, rivelatisi per lo più still-life di composizioni floreali di ikebana. I materiali sono scatti di vario formato, lastre di vetro e contenitori di carta pergamena scritti a mano, di cui l’artista si riappropria, realizzandone stampe a contatto in scala reale, una tecnica che permette di conservare inalterati i graffi e la polvere, segni del tempo che diventano parte integrante del racconto.

UN’EFFICACE RILETTURA
A questi affianca un lavoro di rilettura e attualizzazione delle immagini, creando una serie di dittici in bianco e nero, dei rayogrammi di elementi naturali, impronte sottili e allo stesso tempo concrete, ricche di affascinanti imperfezioni e asimmetrie. Sicuramente frutto di un’ulteriore riflessione sono la serie di scatti stampati a colori in grande formato, che si intervallano nello spazio, in cui è possibile leggere tracce dell’intervento in ambienti naturali da parte dell’uomo, descrivendone il vano tentativo di controllo sugli elementi della natura.

Martina della Valle, Wabi-Sabi, 2016 – photo courtesy Andrea Abati
Martina della Valle, Wabi-Sabi, 2016

WORKSHOP SITE SPECIFIC
Alla narrazione per immagini si aggiunge in mostra una composizione di ikebana, una “scultura” che racconta idealmente il paesaggio del territorio che la ospita, realizzata attraverso la ricerca di materiali vegetali spontanei raccolti e selezionati nelle aree marginali del verde cittadino dai partecipanti al workshop ideato da Della Valle e condotto dalla docente e artista Rie Ono. Il laboratorio si è svolto alcuni giorni prima dell’apertura della mostra ed è stato pensato allo scopo di ricollegare il concetto fondante del lavoro dell’artista con il territorio urbano di Prato e i dintorni della galleria, attivando così una riflessione site specific. Il processo descritto diventa quindi una nuova indagine che non può avere fine, animata da azioni in parte incontrollabili, generatrici di imperfezione e unicità e capaci di rendere il racconto ogni volta diverso dal precedente, dunque inaspettato.

Stefania Rinaldi

Prato // fino al 15 novembre 2016
Martina della Valle – Wabi-Sabi
a cura di Chiara Ruberti e Luca Carradori
DRYPHOTO
Via delle Segherie 33a
0574 603186 
[email protected]
www.dryphoto.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/56446/martina-della-valle-wabi-sabi/

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Stefania Rinaldi
Laureata all’Accademia di Belle Arti di Firenze, già durante il percorso di studi intraprende parallelamente esperienze in campo artistico, come fotografa, artista, operatrice didattica e curatrice di mostre, coordinatrice e progettista di eventi culturali e workshop, freepress per alcune riviste di arte contemporanea. Oggi lavora con artisti, enti pubblici e privati nella progettazione e realizzazione di eventi nel settore culturale, percorsi di didattica e inclusione sociale, mediazione e facilitazione per aziende, privati, enti e fondazioni. In particolare collabora con aziende startup per l'organizzazione di workshop e talk sull'innovazione e il fenomeno dei maker, porta avanti progetti culturali che mirano alla riqualificazione sul territorio toscano e progetti di crescita e inclusione sociale, ricercando collaborazioni con teatri, compagnie di respiro internazionale, istituzioni museali nazionali e internazionali. Unitamente si occupa di curatela e mediazione culturale per progetti di arte contemporanea ed è promotrice di un orto-giardino urbano con la finalità di innescare la riqualificazione di spazi verdi del centro storico di Prato. Nel 2015 risulta vincitrice del concorso per giovani curatori toscani indetto dal Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato e dalla Regione Toscana.