Tra suono e non-suono. Una doppia personale a Fano Jazz

Palazzo Bracci Pagani, Fano – fino al 3 agosto 2016. Sullo sfondo di una seguita rassegna musicale estiva, una piccola doppia personale riflette sul rapporto tra suono e memoria. Giovanni Gaggia e Alessio De Girolamo duettano tra spazio e silenzio, con introspezione.

Giovanni Gaggia, Quello che doveva accadere, 2016 – photo Michele Alberto Sereni
Giovanni Gaggia, Quello che doveva accadere, 2016 – photo Michele Alberto Sereni

Per il secondo anno, la rassegna Fano Jazz by the Sea, che si tiene nella città balneare marchigiana da oltre un ventennio, ha scelto di coniugare qualità e intrattenimento musicale con un’esperienza di indagine estetica nell’ambito dell’arte visiva che aggancia la propria riflessione sui significati sonori. Sono stati chiamati a occupare il sotterraneo di un centrale palazzo storico Giovanni Gaggia e Alessio De Girolamo, con due installazioni, diverse tra loro per concezione e messaggio, ma integrate nella loro funzione evocativa. Se da un lato Gaggia, attraverso il rumore di una goccia e le registrazioni delle dolorose voci dei parenti delle vittime della strage di Ustica, fruibili individualmente attraverso cuffie che pendono dal soffitto, ribadisce l’ineluttabilità, ma anche la solidarietà, per un tragico destino, De Girolamo spinge all’estremo la coincidenza tra scienza e musica, andando a far confluire, attraverso la presenza fisica di un diapason accordato su una frequenza limite, la teoria chimica degli elementi con la fisica del suono.

Valeria Carnevali

Fano // fino al 3 agosto 2016
Giovanni Gaggia / Alessio De Girolamo – SoundNoSound
a cura di Milena Becci
PALAZZO BRACCI PAGANI
Corso Matteotti 97
0721 803043 / 329 4969275
[email protected]
www.fanojazznetwork.it

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Valeria Carnevali
Sempre attratta dalle forme della cultura contemporanea come espressione delle dinamiche umane, in una prima vita ho vissuto e lavorato a Milano per inseguire da vicino l’evolversi del presente, collaborando con gallerie, spazi espositivi ed editori specializzati in arte e attualità. Dal 2007 ho stabilito una nuova dimensione nella natura montana del centro Italia, occupandomi di didattica, educazione e formazione delle generazioni più giovani e viaggiando il più possibile. Conduco una vita raminga tra l’Appennino umbro-marchigiano e l’Oceano Atlantico, trovata nella città di Lisbona una seconda casa dal 2017. Sono convinta che l’educazione estetica, all’arte e attraverso l’arte, sia una chiave fondamentale di sviluppo del pensiero critico e della coesistenza democratica. Scrivo per Artribune dal 2012.