Il riverbero del ricordo. Laurie Anderson a Napoli

Made in Cloister, Napoli – fino al 30 settembre 2016. “The Withness of the body”, con le sue trenta opere, costruisce una poesia visiva che scava nella memoria dell’artista. Per esplorare, attraverso il corpo, i temi della perdita e della morte.

Laurie Anderson, Lolabelle in the Bardo May 5th, 2011, carbone su carta, 315x437 cm
Laurie Anderson, Lolabelle in the Bardo May 5th, 2011, carbone su carta, 315x437 cm

A Napoli il progetto Made in Cloister, nato nel 2011 come microcosmo di produzione artistica e artigianale nell’area dell’ex Lanificio Militare, e che include il chiostro cinquecentesco di Santa Caterina a Formiello, apre al pubblico con la mostra personale di Laurie Anderson (Chicago, 1947). Musicista, artista performer e scrittrice, esploratrice della dialettica tra temporalità e flusso di coscienza, la statunitense disperde nel chiostro rinascimentale i dati recenti della sua memoria – legati alla scomparsa del suo amato cane, Lolabelle (anche protagonista del film che sbarcherà nelle sale italiane a settembre) – in una trentina di tele di grandi dimensioni, per rintracciarne il ricordo e intrappolarlo. Vita e morte, passato e presente, memoria e oblio: il tratto espressionista dei dipinti a olio e dei disegni a carboncino mettono in scena un racconto visivo fatto di immagini ritraenti istanti del passato immobilizzati in un eterno presente.

Francesca Blandino        

Napoli // fino al 30 settembre 2016
(chiusa ad agosto)
Laurie Anderson – The Withness of the Body
MADE IN CLOISTER
Piazza Enrico De Nicola 46
[email protected]
www.madeincloister.it

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/54177/laurie-anderson-the-withness-of-the-body/

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Francesca Blandino
Francesca Blandino nasce a Benevento nel 1986. Specializzata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università Suor Orsola Benicasa di Napoli, sviluppa un forte interesse per le pratiche artistiche rivolte al sociale. Nel 2012 frequenta il Master in Curatore Museale e di Eventi Performativi presso lo IED (Istituto Europeo del Design) di Roma, per approfondire le dinamiche curatoriali legate all’arte contemporanea e definire meglio la sua ricerca, intenta a scovare e creare quei piccoli mondi possibili in cui il cambiamento del sistema attuale delle cose può essere sovvertito, in quanto “l’opera d’arte rappresenta un interstizio sociale” (N. Bourriaud), uno spazio libero aperto verso possibilità altre. Attualmente lavora presso la Fondazione Morra – Museo Hermann Nitsch di Napoli.