Alessandro Bazan, pittore divagante. A Marsala

Convento del Carmine, Marsala – fino al 30 settembre 2016. Il realismo di Alessandro Bazan in un’antologica che abbraccia un’ampia fetta di produzione. Come mettere insieme Guttuso e Hopper? Tra grattacieli metropolitani e campi di grano, tra spiagge siciliane e memorie jazz, l’eclettismo vorace del pittore palermitano si muove tra contaminazioni e sospensioni continue.

Alessandro Bazan, Ragazze schifosette, 2010 - olio su tela, cm 50x60
Alessandro Bazan, Ragazze schifosette, 2010 - olio su tela, cm 50x60

UNA SINTESI DINAMICA
Una pittura senza centro. Molteplice, dinamica per vocazione: sul piano dei riferimenti iconografici, delle articolazioni tonali e formali, dell’energia, della narrazione. Tutto si muove, nei quadri di Alessandro Bazan (Palermo, 1966). Sfugge, s’attorciglia, scivola, avanza a zig-zag. E in questo dondolio la sintesi è misteriosamente antinarrativa, ambigua: i meriggi assolati e le notti metropolitane, svuotati di ogni suono; le piccole scene incantate; gli interni zeppi di dettagli, improvvisamente congelati.
Così, il pittoresco si contraddice, incontrando l’enigma; il racconto si perde, polverizzando la trama; la cronaca si sfilaccia e poi si nega, tra spaesamenti e slittamenti. E ciò che la pittura organizza, costruisce, illustra, la pittura stessa dissolve in una sintassi aperta, sinuosa. Col jazz, inossidabile amore, che torna nei temi, nei ritmi, nelle scritture.
Il titolo dell’antologica allestita al Convento del Carmine di Marsala racconta tutto questo in una parola sola. Divagante. Di qua e di là procede, la pittura di Bazan, mettendo a fuoco e poi divagando, eludendo. E qui, sul filo della profonda, coltissima lettura critica di Sergio Troisi, emerge tutta la complessità nascosta dietro la leggerezza. Grazie all’accurata selezione di tele, che pesca dagli ultimi quindici anni di produzione.

Alessandro Bazan, Pobre, 2016 - olio su tela, cm 45x35
Alessandro Bazan, Pobre, 2016 – olio su tela, cm 45×35

DALLA PITTURA, AL CINEMA, AL FUMETTO
Non si contano i rimandi ad autori del Novecento europeo (Guttuso, Pirandello, Picasso, Giacometti…), ma anche al realismo americano di Hopper o al mondo dei fumetti. Mentre il cinema e il teatro – nel gioco di tagli, inquadrature, piani paralleli, finestre e quadri nel quadro – prestano la logica del regista all’occhio del pittore.
E sono decine di figurine filiformi, fiammeggianti, quasi dissolte; paesaggi urbani ripresi dall’alto, grattacieli, scorci di spiagge; gruppi di persone tratteggiati con rapidità, ma strutturati con rigore, dalla siesta chiaroscurale di Ragazze schifosette (2010), allo scenografico Collettivo (2011), dove anche un tavolo assomiglia a un palco e una tela ad un fondale; campi assolati e malinconici, come i minuscoli gioielli Pobre (2016) e Ognun per sé (2006); strumenti muti, a riposo (Batteria, 2007), villette d’epoca disabitate (Villino di Mondello, 2006), o ancora il metafisico set magenta di Ok Corral (2009), direttamente da un western pop-visionario, tra Antonioni, Schifano e Sergio Leone.
Sul fondo, il giallo ocra di una Sicilia divenuta orizzonte esistenziale, più che descrizione: là dove la materia si disfa e si consuma, il racconto non ha definizione. Pittura tutta mediterranea, sospesa. Tra mille piani di solitudine e rumore.

Helga Marsala

Marsala // fino al 30 settembre 2016
Alessandro Bazan  – Divagante
a cura di Sergio Troisi

Catalogo Glifo
CONVENTO DEL CARMINE

Piazza Del Carmine 
0923713822
[email protected]
www.pinacotecamarsala.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/55189/alessandro-bazan-divagante/

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 lavora come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.

2 COMMENTS

  1. BMOA (Bring My Own Art) – Thanks to Bazan: Addurra ’80 il quadro che mi ha colpito di più. Per quel ragazzo che ha in mano qualcosa (una sigaretta?) e non si capisce bene cosa stia facendo. Ecco: non capire, questo mi interessa. Domani andrò al mare e mi stenderò come quei ragazzi e ragazze, perché non voglio capire, voglio solo sentire.

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