La stabilità e l’effimero. Stefano Canto a Roma

Matèria Gallery, Roma – fino al 30 luglio 2016. Dopo la residenza a Viafarini, Stefano Canto presenta a Roma il proprio archivio di cemento. In una riflessione sul legame che unisce la stabilità all’evanescenza.

Stefano Canto, Dolomiti 3 (Epoca n. 731), 2015
Stefano Canto, Dolomiti 3 (Epoca n. 731), 2015

Fra le simbologie tradizionali legate alla costruzione degli edifici, una delle più misteriose è quella che vede la pietra principale come un vuoto che accoglie l’aspetto trascendente dell’agire umano. Pur non dichiarando alcun intento simbolico, in Archeologia dell’effimero Stefano Canto (Roma, 1974) fa spontaneamente affiorare tale archetipo iconografico, unendo le forme del pilastro e del vaso in due elementi verticali che sembrano provenire da antiche civiltà. Risultato del processo fisico di solidificazione della polvere di cemento tramite lo scioglimento di un’anima di ghiaccio, Archeologia dell’effimero si pone come metafora della realtà dell’uomo, in bilico fra desiderio di stabilità e inevitabile processo di trasformazione. La volontà umana viene quindi riportata al suo limite naturale: senza un elemento effimero come l’acqua, il cemento della città moderna non farebbe presa, determinando il crollo di ogni certezza. L’esposizione è completata dalle opere a parete, lastre di cemento sulle quali sono state trasferite pagine della rivista Epoca, degli Anni Sessanta, raffiguranti luoghi incontaminati come le Dolomiti e Tahiti.

Andrea Lacarpia

Roma // fino al 30 luglio 2016
Stefano Canto – Concrete archive
MATÈRIA GALLERY
Via Tiburtina 149
[email protected]
www.materiagallery.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/54754/stefano-canto-concrete-archive/

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Andrea Lacarpia
Laureato in Pittura all'Accademia di Belle Arti di Brera, si occupa d’arte contemporanea come curatore e critico. Ha curato diverse mostre in spazi pubblici, gallerie private e associazioni. Dalla fine del 2012 dirige Dimora Artica, realtà non profit e progetto curatoriale dedicato alle connessioni tra arte contemporanea e cultura tradizionale. Dal 2015 collabora con Progetto Città Ideale come direttore artistico di Edicola Radetzky, edificio storico rigenerato come spazio espositivo.