L’essere e il quotidiano. Salvatore Arancio a Torino

Quartz Studio, Torino – fino al 16 luglio 2016. Genius loci e visione d’insieme, bidimensionalità e volume, naturale e artificiale, scienza e mito sono gli elementi alla base della mostra torinese di Salvatore Arancio. In un dialogo serrato con il contesto ospite.

Salvatore Arancio – The Water They Dwell In - installation view at Quartz Studio, Torino 2016 - ©bg
Salvatore Arancio – The Water They Dwell In - installation view at Quartz Studio, Torino 2016 - ©bg

Nel progetto di Salvatore Arancio (Catania, 1974), affiancamenti e opposizioni di forme organiche diventano un meccanismo per parlare della permanenza temporanea in un luogo, di quella condizione effimera e transeunte dell’essere, consentendo così la spazializzazione di Quartz Studio in un luogo della mente. L’azione di soffermarsi e risiedere in situ tira in ballo lo sgretolamento dell’idea di stanzialità, alla quale segue un attaccamento differente alle cose del quotidiano.
La prima personale a Torino di Arancio è la restituzione di un periodo di residenza presso La Castellamonte, azienda specialista nella lavorazione delle ceramiche, e segue ispirazioni suscitate dalle conchiglie e dagli altri oggetti presenti al Museo Casa Mollino torinese. Muovendo da uno spazio dato ma trascendente, l’artista trasforma Quartz in un ambiente mentale perfetto. Usa la sezione aurea per rappresentare l’armonia ricercata nell’arte e presente in natura, sfrutta la geometria come elemento di astrazione per enfatizzare il carattere privato degli oggetti. Un paesaggio alienante ma archetipico prende forma per traghettarci altrove.

Giangavino Pazzola

Torino // fino al 16 luglio 2016
Salvatore Arancio – The Water They Dwell In
QUARTZ STUDIO
Via Giulia di Barolo 18 /D
011 8264640
[email protected]
www.quartzstudio.net

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/53524/salvatore-arancio-the-water-they-dwell-in/

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Giangavino Pazzola
Laureato in Lettere e Comunicazione all'Università di Sassari. Attualmente vivo a Torino, dove studio Comunicazione Pubblica e Politica. Curatore indipendente e blogger, nel 2011 ho vinto il Premio MANizos, per giovani curatori d'arte in Sardegna (Museo MAN/AMACI). Dal 2009 collaboro con il Progetto Cyou - Festival dell'Arte Contemporanea, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco e dal 2010 con Tiscali Cultura e Poxart.

1 COMMENT

  1. Salvatore Arancio fa parte a pieno titolo del gruppo dei “New Arcaic” che insieme agli “Story Story I lov Yu” compongono il folto gruppo dei “Giovani Indiana Jones”. Il giovane artista si ritrova a scimmiottare suo nonno (metaforicamente artista) per essere accettato in un paese per vecchi. O ancora meglio nelle case e nelle ville dei ricchi, che, non volendo andare all’ikea per arredare casa, preferisono acquistare oggetti caricati di senso da comunicati stampa sempre uguali (ikea evoluta). Poi vuoi mettere farsi belli con gli amici il sabato sera? L’artista diventa una arredatore di lusso, se pensiamo alle gallerie come negozi di ikea evoluta, vetrinisti di lusso. Nulla di male in questo. Ma bisogna capire dove stia oggi l’arte contemporanea che mi sembra relegata al cagnolino da compagnia o all’arredo urbano per riqualificare con due lire nuovi quartieri cittadini (art line a milano). Altre volte l’azienda chiama il curatore (che intercetta la committenza) per fare spot pubblicitari sofisticati: premi, workshop in azienda, contest, mostre nelle cantine o nelle fabbriche ecc. Nulla di male, basta che siamo consapevoli di questo. Le file di artisti smaniosi di partecipare sono sempre più gonfie, ed essendo loro operai non specializzati, la mafietta all’alfano nel sistema dell’arte italiano è massima. Ossia non solo viene aiutato il fratello di alfano ma questi, nel campo dell’arte contemporanea, ha tutti i titoli a posto e sarà sicuramente un genio. Ed ecco la mediocrità di tanti artisti, curatori e operatori italiani che spesso trovate sulle pagine di artribune ma anche in tante rassegne internazionali. Ci sarebbe una strada alternativa ovviamente.

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